Wall Street: altra chiusura in forte calo, Trump attacca la Fed

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Al contrario, e più realisticamente, secondo gli analisti il crollo delle borse si deve alle conseguenze che i dazi decisi proprio da Trump sui prodotti cinesi stanno avendo soprattutto sulle società tecnologiche, che in questi anni hanno trainato la crescita del mercato finanziario, oltre che alle note preoccupazioni per il rallentamento della crescita economica cinese e a quelle per la stabilità dell'eurozona.

Nella sessione di ieri abbiamo assistito al più grande sell off che che abbia mai travolto Wall Street negli ultimi otto mesi: i traders sono intimoriti dall'aumento del rendimento dei Treasuries e dall'esacerbarsi del confronto commerciale tra Stati Uniti e Cina e qual è il risultato di tutto questo? I tassi ora sono attestati tra il 2 e il 2,25%.

Non è la prima volta che Trump si scontra con i vertici della Banca: già nei mesi scorsi era più volte accaduto; il Tycoon, contro ogni regola dettata dal Galateo istituzionale, aveva interferito con le decisioni della Fed, commentandole negativamente e mettendo a rischio l'indipendenza dell'Istituto. Ma per il "capo" è tutta colpa della Federal Reserve. In forte calo anche Netflix, che cede l'8,38%. Pertanto, c'è particolare attesa per l'apertura odierna.

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Mentre la riapertura di "Opzione donna " è "in stridente contrasto" con le altre ipotesi. "Sono riflessioni sull'aspetto distributivo - ha aggiunto - che dovrebbero entrare nella discussione".

L'SP 500 non è nuovo a questi scossoni e già all'inizio di febbraio scese di circa il 10% rispetto al massimo precedente lasciando intendere che il Bull Market fosse ormai agli sgoccioli, la la politica fiscale implementata da Washington ha consentito a Wall Street di recuperare terreno registrando nuovi massimi.

Il Dow Jones - lo ricordiamo - ha perso il 3,10%; il Nasdaq, il listino dei titoli tecnologici, il 4,08%; lo S&P il 3,27%. Anche l'europa, però, non è stata esentata dal sell off azionario.

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