Crollo della CSU in Baviera

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Alternative fuer Deutschland, partito di estrema destra che non era ancora rappresentato nel parlamento regionale, conquista invece il 10,9%. I due leader Csu, Söder e Blume, lanciano l'allarme sull'ingovernabilità, derivante da una coalizione soprattutto con un partner che potrebbe ottenere un risultato a due cifre; con conseguenze che porterebbero direttamente alla stabilità di Berlino. I dati sull'affluenza registrano una partecipazione del 72,4 %, quasi dieci punti in più delle elezioni precedenti. Alle urne sono stati chiamati 9,5 milioni di elettori. Lo accettiamo e ci confrontiamo.

La CSU resta comunque il partito più votato nella regione, ma perderebbe il 12% delle preferenze rispetto al 2013, e dovrà trovare un'alleanza per mantenere il controllo del Parlamento. "Adesso bisogna costruire un governo stabile per la Baviera", ha aggiunto.

"È una sconfitta molto amara per il nostro partito", ha dichiarato il segretario generale dell'SPD Lars Klingbeil.

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Questi i risultati delle elezioni regionali in Baviera, la ricca e popolosa nazione tedesca su cui sono concentrati i riflettori non solo tedeschi, ma anche europei. "Quel che già si può dire è che si tratta di un chiaro segnale al governo di Berlino", ha aggiunto, criticando lo "stile sbagliato" e le troppe liti nel governo federale.

Come largamente anticipato, in Baviera crolla la Csu, i Verdi diventano secondo partito e la Spd tracolla. Di contro, una coalizione tra Csu, Freie Waehler e i liberali dell'Fdp potrebbe contare su 110 seggi, laddove un governo che vedesse insieme la sola Csu con Fw secondo i primi calcoli si fermerebbe a 99 seggi, un filo sopra la maggioranza necessaria. Anche la SPD, altro alleato della coalizione, esce ridimensionato dal voto, con una percentuale di preferenze dimezzata al 10%. "Parleremo con tutti i partiti. Non tratteremo con Afd", ha anche spiegato Markus Soeder.

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