Scontro tra navi in Corsica, allarme inquinamento

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Collisione tra due navi: il gasolio disperso visto con sensori radar e telecamere infrarossi Il Ministero dell'Ambiente continua a seguire con la massima attenzione l'evolversi della situazione al largo della Corsica, dove il 7 ottobre si è verificata una collisione tra due navi mercantili.

L'incidente ha provocato la fuoriuscita di circa 600 metri cubi di 'fuel oil' (olio carburante) che hanno prodotto una chiazza che si è estesa in mare per circa dieci chilometri quadrati.

La conferma arriva dalla Guardia Costiera che conferma come non ci siano allarmi per la nostra zona, dopo la collisione tra la motonave Ulisse (che trasporta camion e auto) e la motonave portacontainer Cls Virginia. Per la Capitaneria di Genova, la Ulisse avrebbe colpito la Virginia. I motivi per cui è avvenuto l'incidente devono ancora essere chiariti. Ed è proprio da quest'ultima nave che si è versato in mare il carburante.

Sono state inviate tre navi italiane, su indicazione del ministero dell'Ambiente, per intervenire nelle attività di contenimento dello sversamento di carburante.

Si tratta di unità navali d'altura, mezzi Castalia: Nos Taurus di Livorno, Bonassola di Genova e Koral da Olbia.

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Non vi sarebbe alcun ferito.

In contemporanea con il recupero di materiale inquinante da parte di uno dei tre mezzi antinquinamento della società consortile Castalia, vengono anche acquisiti elementi di carattere tecnico/strutturale sulle due unità coinvolte nel sinistro.

La Commissione europea segue la vicenda: "Siamo informati della collisione e insieme all'Agenzia europea per la sicurezza marittima stiamo monitorando gli sviluppi, in particolare per quanto riguarda la pulizia della marea nera", ha affermato un portavoce dell'esecutivo comunitario, e "siamo in contatto con le autorità italiane".

L'incidente, secondo la Ong, rende improcrastinabile introdurre "norme precise sulla protezione e sulla tutela del Santuario". Al momento non risultano feriti.

Sarà ora un'inchiesta giudiziaria a stabilire le responsabilità dell'accaduto.

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