L'annuncio di Salvini, come sarà la pace fiscale

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Non ci saranno quindi, viene spiegato, sconti penali e sarebbero esclusi i grandi evasori. Il vicepremier, Matteo Salvini, conferma anzi che il provvedimento allo studio del governo "non sarà una classica rottamazione ma un intervento a gamba tesa" e riguarderà tutti i debiti "fino a 500mila euro".

Proviamo ora a fare un quadro della situazione e a vedere nel dettaglio le posizioni della Maggioranza in tema di pace fiscale e le novità che si intendono stabilire con l'entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 2019.

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Come il collega di trono , bersaglia Panico: " È possibile che io, che sono più giovane di te, debba insegnarti come si vive? ". Tra Lorenzo Riccardi e Luigi Mastroianni dopo Sara Affi Fella , sembra essere arrivata un'altra donna da contendersi.

L'intenzione del M5S è quella di venire incontro ai cittadini con una pace fiscale che chiuda un occhio sulle sanzioni e gli interessi, ma allo stesso tempo non far trasparire il messaggio che il comportamento del contribuente corretto alla fine dei conti risulti meno conveniente rispetto a quello dei furbetti. Secondo un reportage di Repubblica però la "pace fiscale" rischia di ottenere un effetto contrario a quello sperato (ovvero il rientro di capitali nelle casse dello Stato): "L'effetto annuncio del condono starebbe infatti intaccando il gettito fiscale da contrasto all'evasione dell'anno in corso: all'appello potrebbero mancare 3,6 miliardi". Anche le condizioni di ripianamento dei debiti saranno più favorevoli di quelle disposte dalle rottamazioni dei governo Renzi e Gentiloni, perché il tasso di interesse per la rateizzazione sarà lo 0,3% anziché il 4,5%, e ci sarà l'estinzione delle procedure esecutive avviate prima dell'adesione alla definizione.

I motivi tirati in causa dal leader della Lega sono molti e vanno dalle concrete difficoltà dei cittadini costretti a lavorare in nero o ai lavoratori che si trovano a dover gestire una situazione economia difficile in seguito al fallimento della propria attività d'impresa, e di conseguenza si trovano sormontati dal debito col Fisco. Anche chi ha una lite pendente con lo Stato, "in ogni stato e grado del giudizio", potrà accedere alla pace fiscale con un importo pari al valore della controversia.

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