Google+: esposti i dati privati degli utenti

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Una falla nelle API di Google+che ha permesso potenzialmente a sviluppatori di terze parti di accedere ai dati di centinaia di migliaia di utenti dal 2015 al 2018.

Il social network di Google non ha mai convinto e adesso chiude i battenti, almeno per ciò che riguarda tutte le funzionalità destinate agli utenti consumer. Lo ha confermato la società, annunciando una serie di modifiche alla privacy e il blocco del servizio di Google+, dopo una denuncia del Wall Street Journal. Secondo un articolo precedentemente pubblicato dal Wall Street Journal, il gruppo avrebbe scelto di non svelare l'accaduto, la scorsa primavera, per timore di attrarre l'attenzione dei regolatori e di danneggiare la propria reputazione. Il problema poteva riguardare il nome, la email ma anche l'occupazione, il sesso e l'età. Non da subito: gli utenti avranno 10 mesi per migrare i propri dati dalla piattaforma.

Fino a 438 diverse applicazioni di terze parti potrebbero aver avuto accesso a informazioni private a causa del bug, ma Google apparentemente non ha modo di sapere se l'hanno fatto perché conserva i registri dell'utilizzo dell'API solo per due settimane.

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Non ci sarà l'aumento dell'accisa della benzina e degli altri carburanti che sarebbe dovuto scattare dal primo gennaio. Si inizierà a luglio 2019 , ma solamente per i contribuenti con un volume d'affari superiore ai 400mila euro l'anno .

Google comunica che le problematiche di sicurezza presenti nelle API di Google+ sono emerse in seguito a un'analisi condotta con Project Strobe, uno strumento software che permette di far emergere eventuali lacune all'interno del codice. Per Google è senza dubbio un passo indietro come altri ne ha realizzati negli anni.

A salvare il colosso di Mountain View da una multa massima pari al 2% dei ricavi totali, che la Ue potrebbe comminare per non avere segnalato alle autorità entro le 72 ore successive della scoperta dell'incidente, potrebbe essere il fatto che la nuova General Data Protection Regulation ossia la famosa GDPR è entrata in vigore a maggio mentre la problematica a Google+ è stata archiviata a marzo.

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