Fmi conferma stime di crescita Italia, ma 'mantenere la Fornero'

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Il pil italiano crescerà dell'1,2% nel 2018 e dell'1,0% nel 2019 dopo il +1,5% del 2017. "Non ci sarà un momento migliore di quello attuare per un'azione positiva", ha detto il capo economista del Fmi, MauriceObstfeld, al suo ultimo World Economic Outlook.

Il Fondo monetario internazionale ha tagliato le stime di crescita dell'Europa e l'Italia fanalino di coda. Rispetto ad aprile 2018, invece, le stime sono state riviste al ribasso di 0,3 punti percentuali per quest'anno e di 0,1 punti per il prossimo.

DEBITO PUBBLICO - Il Fondo Monetario Internazionale inoltre stima un calo del debito pubblico italiano dal 131,8% del Pil nel 2017 al 130,3% quest'anno e al 128,7% nel 2019. La revisione al ribasso rispetto ad aprile è legata al "deterioramento della domanda esterna e interna e all'incertezza sull'agenda del nuovo governo", si legge nel documento.

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Le stime dell'Fmi collocano nel 2019 il Pil italiano mezzo punto sotto le previsioni della nota di aggiornamento del Def, varata nei giorni scorsi dal Governo Conte.

Per il Fmi l'aumento dello spread è colpa delle politiche economiche dell'esecutivo Lega-M5S: "Le recenti difficoltà nel formare un governo in Italia e la possibilità di un rovesciamento delle riforme o l'attuazione di politiche che potrebbero danneggiare la sostenibilità del debito hanno innescato un aumento dello spread", evidenziando come l'incertezza politica "potrebbe scoraggiare gli investimenti privati e indebolire l'attività economica in diversi Paesi, aumentando la possibilità di riforme più lente o significativi cambi negli obiettivi". Relativamente alla disoccupazione, l'Fmi vede una disoccupazione italiana al 10,8% nel 2018, in flessione dall'11,3% del 2017, e poi ancora in calo al 10,5% nel 2019. Il Fondo sottolinea che le sue previsioni si basano sulla manovra 2018 e sul Documento di economia e finanza dell'aprile scorso. E con particolare riferimento all'Italia, il Fondo monetario insiste sulla necessità di "preservare" le riforme pensionistiche e del mercato del lavoro e "ulteriori misure andrebbero perseguite", suggerisce, "quali una decentralizzazione della contrattazione salariale per allineare i salari con la produttività del lavoro a livello aziendale". Nel World Econoic Outlook l'Fmi riconosce che nel biennio l'andamento del Pil globale dovrebbe rimanere stabile al livello del 2017, ma con un ritmo meno vigoroso di quanto previsto in primavera. E' la crescita più bassa fra i Paesi dell'area euro, nonostante la revisione al ribasso delle stime per Germania e Francia. E' necessario "assicurare che la crescita sia inclusiva à più importante che mai".

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