Collisione tra navi al largo della Corsica, carburante in mare

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Il traghetto tunisino Ulisse e la portacontainer cipriota Cls Virginia si sono scontrati stamattina intorno alle 7.30 a nord-ovest dell'isola, a una trentina di chilometri da Capo Corso, causando una squarcio nello scafo di una delle navi e una perdita. La centrale operativa della Guardia Costiera italiana, su direttiva del ministro dell'Ambiente italiano, ha disposto l' invio nella zona di diverse unità navali e anche di un velivolo Atr42 per l'attività di monitoraggio. Dai primi accertamenti sulla dinamica sembra che la Cls Virginia fosse ferma all'ancora al momento della collisione. Le operazioni, da quanto si apprende, riguardano la posa di panne di contenimento per limitare lo spostamento degli idrocarburi e la bonifica delle acque. Il nostro Paese ha inviato tre navi per contribuire alle attività di contenimento dello sversamento di carburante.

L'impatto è avvenuto precisamente a nord ovest della Corsica, e in acqua si è creata una chiazza di circa 10 km quadrati di carburante.

La Commissione europea segue la vicenda: "Siamo informati della collisione e insieme all'Agenzia europea per la sicurezza marittima stiamo monitorando gli sviluppi, in particolare per quanto riguarda la pulizia della marea nera", ha affermato un portavoce dell'esecutivo comunitario, e "siamo in contatto con le autorità italiane". Come spiegato dalla Guardia costiera, si procede al recupero di materiale inquinante da parte di uno dei tre mezzi antinquinamento della società consortile Castalia, convenzionata con il Ministero dell'Ambiente per il servizio di antinquinamento nazionale.

Collisione tra due navi a largo della Corsica. In partenza mezzi anche da Genova.

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Io spero solo che lui sia felice: se ciò vorrà dire essere il dirigente di un grande club italiano, bene così. Negli ultimi dieci anni è stato il più grande insieme a Galliani.

L'assessorato all'Ambiente della Regione Liguria, da parte sua, monitora la macchia in mare per verificare eventuali ricadute e avvicinamenti alla costa.

Introdurre norme "precise sulla protezione e sulla tutela del Santuario dei Cetacei una scelta non più rinviabile".

Dall'Italia sono già partite tre navi con i compito di contenere lo sversamento del combustibile in mare. Questo incidente, purtroppo, conferma la vulnerabilità dell'area, soggetta a intenso traffico navale e funestata da ripetuti incidenti.

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