Brasile, elezioni presidenziali: l'estrema destra vola con Bolsonaro

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Secondo le cifre ufficiali diffuse dai media brasiliani, con poco più del 95% dei voti scrutinati l'astensione, i voti in bianco e i suffragi annullati sommano il 29% del totale. "Vogliamo unire i democratici del Brasile, non portiamo le armi ma la forza dei nostri argomenti" ha detto il 55enne ex sindaco di Sao Paulo, sottolineando come i risultati ci mostrano "i rischi che corre il Brasile". In molti gli rimproverano un programma inesistente, ma lui sulle conseguenze del voto non ha dubbi: in caso di sconfitta alle elezioni lascerebbe il Brasile - perché verrebbe perseguitato - per cercare rifugio nella terra dei suoi antenati. Bolsonaro ha sostenuto che il fatto di essere arrivato al secondo turno è "già una vittoria di per sé", avvertendo che la campagna per il ballottaggio del 28 ottobre "non sarà facile", perché i suoi rivali "hanno miliardi a disposizione".

Durante la campagna elettorale Bolsonaro ha elogiato l'ultima dittatura militare (1964-1985), ha avuto parole offensive nei confronti di donne, neri e omosessuali e ha proposto il pugno di ferro contro la criminalità.

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I risultati hanno confermato anche altre tendenze rivelate dai sondaggi precedenti: Ciro Gomes (centrosinistra) è rimasto bloccato al 12% e gli altri candidati principali, come Geraldo Alckmin (centrodestra) e Marina Silva (ambientalista) sono crollati al di sotto del 10%. Come per esempio Romeu Zena, del Partido Novo, che con il 41% dei voti ha creato la sorpresa nella corsa per la poltrona di governatore di Minas Gerais, eliminando dal ballottaggio il governatore uscente del Partito dei Lavoratori, Fernando Pimental (22%). Altro risultato sorprendente a Rio de Janeiro, dove Wilson Witzel - ex magistrato del Partito Social Cristiano (Psc) che appoggia Bolsonaro a livello nazionale - è in testa nell'elezione per l'incarico di governatore, mentre fino a ieri i sondaggi lo davano al quarto posto. Cocente delusione per il partito di Lula, invece, nel Minas Gerais, nel sudest del paese, dove l'ex presidente Dilma Rousseff sarebbe arrivata al quarto posto - secondo gli exit poll - e dunque non occuperebbe nessuno dei due seggi del Senato in gioco nello stato.

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