Il mito di Andy Warhol in mostra al Vittoriano - Roma

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Un tuffo nella vita di Warhol in tutta la sua essenza. In occasione del novantesimo anniversario della nascita del genio della Pop Art, Roma ospita fino al 3 febbraio una mostra a cura Matteo Bellenghi, che, dalle origini artistiche del movimento, all'iconica serie su Elvis, Marilyn e Coca-Cola, ripercorre, attraverso 170 opere, la carriera del maestro divenuto presto il centro catalizzatore della cultura newyorchese. Da Picasso a Warhol, una settimana all'insegna dei grandi artisti del '900. A colpire Warhol sono quegli oggetti che abbattono il divario tra ricchi e poveri: una Coca-Cola se la può permettere chiunque e, per quanto sia enorme il potere d'acquisto di un milionario, la sua Coca-Cola non sarà più buona di quella di chiunque altro.

Nelle sale trova spazio anche il rapporto con il mondo musicale: non si possono non citare i ritratti di Mick Jagger (1977), Rats and Star (1983), Miguel Bosè (1983), Billy Squier (1982) sino alle copertine dei dischi, come per esempio la leggendaria "banana sbucciabile" dell'imprescindibile album The Velvet Underground & Nico del 1967, oppure i mitici "jeans incernierati" di Sticky Fingers dei Rolling Stones del 1971 che si affiancano a numerose altre indimenticate.

Reddito di cittadinanza: solo per i beni di prima necessità
La carta servirà per pagare beni di prima necessità e dovrebbe essere " destinata al consumo ". Nei fatti nel tetto che sarà indicato avrà un peso anche il possesso di una casa di proprietà.

La mostra romana traccia non solo la carriera dell'artista, ma anche la sua vita privata, fatta di trasgressioni, intuizioni ed eccessi, restituendo lo spirito di tre decenni, dagli anni '60 agli anni '80.

A quanti erano attratti dall'idea di avere da lui una definizione della sua pop art Wahrol amava ripetere che non voleva essere incasellato in un genere, poichè il suo era un "modo di vedere la realtà filtrando, scomponendo e rimontando le immagini sotto gli occhi di tutti, e ponendovi sopra una patina estetizzante che vela e rivela tratti non immediatamente percepibili". Nel 1987, purtroppo, una semplice operazione alla cistifellea priva il mondo di un personaggio che ha, decisamente, fatto la storia. Il percorso espositivo inizia con alcune delle sue opere più iconiche, come la serie del 1969 Campbell's Soup, realizzata con la tecnica della serigrafia, seguita dai ritratti dedicati a Marilyn Monroe, Mao Tse-tung, Liz Taylor, fino ad arrivare ai Self portait. In mostra anche le preziose polaroid dell'epoca che rappresentano anche il punto di partenza per la realizzazione dei ritratti serigrafici e i celebri self portrait: Grace Jones (1984), Carolina di Monaco (1984), Valentino (1973), Paul Anka (1975), Stevie Wonder (1972) e Carly Simon (1979). Ecco Liz (1964), Judy Garland (1985), Silvester Stallone (1980) e Arnold Schwarzenegger (1977).

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