Cos’è l’affitto imputato che taglierà il reddito di cittadinanza

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A tal proposito, il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ha affidato il compito di "digitalizzare" il reddito di cittadinanza a Diego Piacentini, ex numero due di Amazon e oggi consulente per l'attuazione dell'agenda digitale. In questo modo, i soldi potranno essere spesi solo presso esercizi commerciali italiani e non anche all'estero. Cosi, ha aggiunto, "avremo un gettito Iva e Pil superiore alle aspettative perche inonderemo le piccole prese e i commercianti".

Luigi Di Maio torna ancora una volta sul reddito di cittadinanza con una nuova dichiarazione: il sussidio potrebbe essere accreditato sulla tessera sanitaria.

Il reddito di cittadinanza potrebbe essere erogato attraverso la tessera sanitaria che già abbiamo o comunque su una carta elettronica. Per i pagamenti che richiedono bonifico bancario, come l'affitto di casa, si starebbe invece pensando ad una apposita app. Secondo il viceministro "basterà dare il bancomat al fornaio che riconoscerà il codice della tesserina tramite un apposito software e scalerà la cifra dell'acquisto".

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L'affitto imputato è un valore, una componente non monetaria del reddito di una persona o di una famiglia, che rappresenta il costo che si sarebbe dovuto sostenere per prendere in affitto - ai prezzi vigenti sul mercato immobiliare - l'unità abitativa in cui si vive, che può essere di proprietà, in usufrutto, in uso gratuito o in affitto agevolato. Per ottenere il reddito di cittadinanza, bisognerà sottostare ad alcuni requisiti: essere cittadini italiani, aver compiuto almeno 18 anni, essere disoccupati o percepire un reddito o pensione, considerati al di sotto della soglia di povertà, iscriversi al centro per l'impiego, svolgere progetti di utilità sociale organizzati dal Comune di residenza per un massimo di 8 ore settimanali, e soprattutto accettare uno fra i primi tre lavori offerti dal centro per l'impiego. Per evitare abusi il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha dato mandato alla guardia di finanza di mettere a punto un piano specifico di controlli.

CENTRI PER L'IMPIEGO - Il primo passo per far funzionare il sussidio sarà rafforzare i centri per l'impiego. Per la riforma si punta ad utilizzare circa 2 miliardi dai fondi europei.

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