Tria: "Partivamo da un tendenziale al 2%. Mai minacciato dimissioni"

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Le parole del titolare del Mef 30 settembre 2018 - agg. La sua stima di crescita del Def diversa da quella prevista da Tria. In particolare, il braccio di ferro era tra M5S-Lega e Giovanni Tria.

Per mettere in moto la crescita, accanto al "rilancio degli investimenti privati favorito anche dalle misure fiscali", bisogna prevedere "un aumento degli investimenti pubblici". Abbiamo messo in bilancio circa due decimali di Pil aggiuntivi per il 2019, per poi arrivare a quattro decimali (6, 5 miliardi) aggiuntivi nel 2021 rispetto al tendenziale.

Il premier, Giuseppe Conte, intanto, annuncia, in un'intervista al 'Corriere della Sera', che nel documento è previsto "un piano per gli investimenti pubblici per 38 miliardi nei prossimi 15 anni e 15 nel triennio". "Nel 2021, la quota dideficit sopra il 2% è tutta di investimenti pubblici aggiuntivi".

Quel che è certo è che Tria non si attendeva questo esito. "E sarà garantito anche da una clausola di salvaguardia sulla spesa che sostituisce le clausole sulle entrate fiscali utilizzate finora in ogni manovra per scrivere obiettivi di deficit e debito poi sempre rivisti". E sul tanto discusso reddito di cittadinanza "dovrà essere contemporaneamente un intervento di stabilizzazione sociale e di politica attiva del lavoro". E per evitare abusi rivela che "su mio mandato la guardia di finanza sta mettendo a punto un piano specifico di controllo": chi cercherà "di accedere ai benefici avendo redditi nascosti andrà incontro ad un alto rischio".

Gp Russia, pole a sorpresa di Bottas. Vettel terzo: "Non finisce qui"
Nella Q1 di Scohi, la Ferrari ha sofferto piazzando le sue monoposto dietro Mercedes e Red Bull . Mai in gioco le Ferrari: terzo Vettel (+0.556), quarto Raikkonen (+0.850).

Sono ministro di un governo, e come tale sono un politico.

"Non ho mai minacciato le dimissioni" assicura Tria a Il Sole 24 Ore, aggiungendo che il calo del debito di un punto l'anno "non è forte ma è maggiore di quello realizzato negli ultimi anni". Il deficit al 2,4% è frutto di una negoziazione politica, e assicuro che c'è stata una mediazione e non da poco.

"Mi rendo perfettamente conto delle preocuppazioni degli altri paesi europei, tuttavia non si tratta assolutamente di una sfida all'Europa. Il punto in discussione, infatti, è nelle modalità di garantire questo percorso all'interno dei vari contesti economici". "Spiegando la manovra che stiamo preparando e gli strumenti che mette in campo per l'obiettivo della crescita, l'allarme rientri".

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