Trump annuncia nuovi dazi contro la CIna, Pechino pronta a rispondere

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Oggi è in programma la prima visita alla Casa Bianca del presidente polacco, Andrzej Duda, che discuterà con Donald Trump soprattutto di basi militari statunitensi e di sicurezza energetica.

Un vero e proprio schiaffo al presidente americano, che a suo tempo si era vantato della capacità di attrarre posti di lavoro persino da una realtà legata alla Cina. Pechino stavolta si è appellata al Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio, e, come ampiamente annunciato, ha fatto scattare puntuale la rappresaglia: contro-dazi per 60 miliardi di dollari di prodotti importati dagli Usa (oltre 5.200 tra componenti industriali, prodotti chimici e strumentazioni mediche) che saranno tassati dal 5 al 10%. Tensioni - è tornato ad avvertire il Fondo monetario internazionale - che rischiano di comportare "costi significativi" per l'economia globale. "Queste premesse che non ci sono più e così la nostra promessa non potrà essere mantenuta".

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La Ferrari - conclude - è diversa (dagli altri team, ndr) perché significa di più, perché dietro ha tutta una nazione". E poi sono consapevole che con una certa dose di rischio qualcosa possa andare storto.

Il fondatore di Alibaba, il colosso dell'e-commerce in Cina, ha dichiarato che la sua ambiziosa promessa di creare un milione di posti di lavoro in cinque anni negli Stati Uniti è stata messa in crisi dalla guerra commerciale sui dazi tra Pechino e Washington.

Difficile però immaginare che Ma si staccherà davvero dalla sua creatura. In caso di risposta cinese, Trump ha già minacciato dazi per altri 267 miliardi, fino al totale di 517 miliardi che è il valore delle esportazioni 2017 di Pechino verso gli Usa. "Ma Alibaba - ha concluso il 'guru' del colosso di Wall Street - comunque non smetterà di lavorare duramente per contribuire a uno sviluppo di sane relazioni commerciai tra Stati Uniti e Cina".

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