Negramaro, il chitarrista Lele Spedicato colto da malore: è in rianimazione

Share

Emanuele "Lele" Spedicato, chitarrista dei Negramaro colpito lunedì 17 settembre 2018 da un malore resta ricoverato in garavi condizioni. Le condizioni di suo marito sono gravi (rimane la prognosi riservata) ma stazionarie, i parametri vitali del musicista sono buoni e l'assenza di peggioramenti nella notte "induce a un pizzico di ottimismo", dicono i medici.

"Pensate forte forte al nostro Lele!".

Filippine, 74 morti per il tifone Mangkhut
Intanto, l'aeroporto internazionale di Hong Kong ha cancellato oltre 800 voli creando forti disagi per oltre 100.000 passeggeri. Hong Kong flagellato dal tifone Mangkhut: esplodono finestre, crollano impalcature ed alberi .

In ospedale "stiamo arrivando un po' tutti - ha detto ieri al telefono all'ANSA il tastierista del gruppo, Andrea Mariano - ma neanche noi sappiamo nulla oltre a quello che già si sa". A quanto pare si sarebbe svegliato con un forte mal di testa e dopo aver atteso invano che si allentasse gli si è annebbiata la vista fino allo svenimento e alla caduta. La direzione sanitaria dell'ospedale ha concesso loro pochi minuti ma sono bastati per dare forza all'amico di una vita partita in sordina dalla provincia del Salento per arrivare a toccare, con la loro musica, il successo internazionale. "Bisogna aspettare un po', non sappiamo come si evolverà questa cosa.". "Il paziente - si evidenzia nel bollettino - è stato sottoposto a diverse Tac il cui stato conferma l'evoluzione positiva del quadro clinico del paziente, che permane sostanzialmente stabile".

Intanto gli amici e colleghi di Lele che formano i Negramaro hanno inviato un messaggio ai fan via Instagram: "Grazie a tutti per questo caloroso sostegno e questo grande affetto". "Non fare scherzi e torna subito. E anche su Twitter è un'onda di solidarietà per Lele e per tutta la band, non solo tra i fan ma anche tra cantanti, come Ermal Meta che scrive, 'Forza Lele, siamo con te", o l'altra pugliese, Alessandra Amoroso che dopo un "forza Lele, ti aspettiamo", conclude con un incoraggiamento salentino "mena, meh".

Share