Unione Africana contro Salvini: "Ritiri frasi sprezzanti sui migranti"

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Nonostante la precisazione dell'ufficio stampa del Viminale, nuove polemiche sulle parole del ministro dell'Interno Matteo Salvini sui migranti nel corso del vertice di Vienna.

L'organizzazione, in una comunicato stampa, ha infatti protestato contro Salvini sostenendo che: "Nella recente conferenza a Vienna ha paragonato gli immigrati africani agli schiavi".

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Un nuovo attacco a Matteo Salvini è arrivato dall'Unione Africana, che ha espresso "sconcerto" per alcune frasi pronunciate dal vicepremier italiano. Nel lungo comunicato pubblicato sul sito internet, l'organizzazione ha sottolineato: "La storia, la geopolitica e il futuro dell'Africa e dell'Europa sono così interconnessi che i due continenti non possono essere legati".

È opinione dell'Unione Africana che la denominazione non risolva le sfide migratorie che affliggono l'Africa e l'Europa. Nell'interesse di un impegno costruttivo sul dibattito migratorio tra i due continenti, l'Unione africana chiede al vice primo ministro italiano di ritrattare la sua dichiarazione dispregiativa sui migranti africani e di sollecitare ulteriormente l'Italia a emulare e sostenere altri Stati membri dell'Unione europea, come la Spagna, che hanno esteso il supporto e la protezione ai migranti in difficoltà, indipendentemente dalla loro origine e dalla loro situazione legale, prima che venga determinato il loro status di ammissione. "Smentisco qualsiasi equiparazione tra immigrati e schiavi, anzi, le mie dichiarazioni a vienna erano a difesa dei migranti che qualcuno vuole usare come schiavi. Ho affermato che non c'è bisogno di importare nuovi schiavi - che è questa l'immigrazione di massa - in difesa dell'identità, del diritto al lavoro, della salute di milioni di cittadini africani". "Come è facilmente verificabile dai numerosi video e dalle dichiarazioni del ministro, Salvini non ha mai insultato gli africani, ma anzi ha censurato l'idea di farli arrivare in Europa per costringerli a lavorare e/o a vivere in condizioni così degradate da ricordare, appunto, la schiavitù", si leggeva in una nota. Per Salvini, date queste premesse, non v'è nulla di cui scusarsi; in merito però alle accuse ricevute dall'Unione Africana, e non solo, il leader della Lega prova a concludere con un semplice "nota bene", "Non ho niente di cui scusarmi, qualcuno non è stato in grado di leggere o di ascoltare quello che c'era da leggere e ascoltare. Esattamente il contrario di quanto riportato da alcuni organi di informazione stranieri".

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