Sacerdote italiano rapito da jihadisti Era appena tornato in Niger dall'Italia

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Il vescovo di Crema Daniele Gianotti si è detto in una nota vicino al missionario di Madignano, che sarebbe stato rapito questa notte in Niger. "Da qualche mese la zona si trova in stato di urgenza - spiega padre Armanino - a causa di questa presenza di terroristi provenienti da Mali e Burkina Faso". Originario della diocesi di Crema, Pierluigi Maccalli si trovava nella parrocchia di Bomoanga, diocesi di Niamey in Niger. Scrive l'Agenzia Fides, che ha annunciato la brutta notizia del rapimento: "Da tempo, mette insieme evangelizzazione e promozione umana: scuole, dispensari e formazioni per i giovani contadini". Attento all'inculturazione ha organizzato momenti di iniziazione in relazione con le mutilazioni genitali delle ragazze. La missione è presente dagli anni '90, e i villaggi visitati dai missionari sono più di 20, di cui 12 con piccole comunità cristiane, distanti dalla missione anche oltre 60 km.

Attendiamo sviluppi, dalla Santa Sede, sul sequestro di padre Maccalli.

Padre Pierluigi Maccalli, missionario italiano che da anni opera in Africa, potrebbe essere stato rapito da alcuni jihadisti. "Da come sono andati i fatti è chiaro che l'obiettivo fosse il sacerdote occidentale, altrimenti non avrebbero lasciato il suo confratello indiano". Infine, il commento di padre Gigi: "Ci auguriamo con tutto il cuore che possa risolversi per il meglio".

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"L'ultima volta che sono stato in quella zona, a Tera, ho visto i segni del conflitto che gli eserciti stranieri combattono con i gruppi islamisti" dice Teggi: "Abbiamo visto una trentina di camion militari francesi, con matricola della costa d'avorio, che entrava in Niger". Inoltre, "l'Ambasciata d'Italia a Niamey ha formalmente chiesto alle Autorità locali di dare assoluta priorità alla rapida soluzione della vicenda e in ogni caso di evitare iniziative che possano mettere a rischio l'incolumità di padre Maccalli". In particolare, la missione di omoanga ha un programma di impegno di Promozione Umana e di Sviluppo attraverso le sue cellule di base chiamate Csd (Comité de Solidarité et Developpement).

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