Ryanair: sarà il 28 settembre lo sciopero europeo

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Sciopero allargato per gli assistenti di volo Ryanair il prossimo 28 settembre, a cui aderiranno gli assistenti di volo di Italia, Belgio, Olanda, Portogallo e Spagna. Gli Stati devono obbligare Ryanair a rispettare la legge, come viene fatto nei confronti delle altre imprese multinazionali. Lo ha confermato il sindacato belga Cne, promotore della mobilitazione insieme ai rappresentanti dei lavoratori di Paesi Bassi, Italia, Spagna e Portogallo.

La reazione della compagnia irlandese non si è fatta attendere.

Ryanair Air sostiene però che non ci saranno caos nei voli definendo "una piccola minoranza" il personale di bordo del sindacato Cne che ha proclamato la protesta".

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In ogni caso, ha concluso, finora "ci sono stati impatti limitati sugli altri paesi" per via della situazione italiana. E ha annunciato una previsione di crescita dell'1,8% nel 2019 (anche qui -0,1 punti) e dell'1,7% nel 2020.

La compagnia nega che ci saranno problemi, anche se sarà cancellata in anticipo una quota di voli dei 2.500 che ogni giorno solcano i cieli europei. La compagnia, di risposta, si dice dispiaciuta ma assicura che non ci saranno gravi problemi per i viaggiatori. Siamo pronti a fare un giorno di sciopero al mese finché la situazione non cambierà. Ryanair comunque non si scompone, e contesta i "foschi e inaccurati titoli di stampa che riferiscono di un caos nei viaggi".

"Le parti - si legge nel comunicato stampa diramato dalla compagnia aerea irlandese - hanno concordato di essere ora nelle fasi finali della definizione dei termini e delle condizioni del Ccl che: avrà una durata di tre anni (da venerdì 1° ottobre 2018 al 31 dicembre 2021); sarà soggetto alla legge italiana e ai tribunali italiani; consentirà il passaggio a contratti locali per il personale di cabina italiano entro un periodo concordato; offrirà una retribuzione maggiore sotto una nuova struttura retributiva che vedrà gli equipaggi beneficiare di maggiori quote esentasse; introdurrà il sistema pensionistico vigente in Italia nel pacchetto complessivo". In Irlanda in 5 giorni di sciopero a non presentarsi al lavoro è stato solo il 25% del personale, consentendo così di garantire 280 voli sui 300 previsti, mentre in Germania la protesta di mercoledì ha raccolto il 30% di adesioni, con 250 voli su 400 partiti normalmente.

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