Mario Draghi: Qe stop a dicembre, parole italiane hanno creato danni

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I dati sono stati rivelati dal presidente Mario Draghi, al termine del consiglio direttivo. La Bce ha anche mantenuto allo 0,25 per cento il tasso sulle operazioni marginali e al meno 0,40 per cento il tasso sui depositi custoditi per cento delle banche commerciali. "Tutto ciò non ha contagiato altri Paese dell'Eurozona, rimane un episodio principalmente italiano". A sostenerlo è il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che nell'ambito di un discorso tenuto nel primo pomeriggio di oggi ha lanciato l'allarme e sottolineato che "negli ultimi mesi le parole sono cambiate molte volte e quello che ora aspettiamo sono i fatti, principalmente la legge di bilancio e la successiva discussione parlamentare". I tassi d'interesse in rialzo, ha notato Draghi, possono pesare sulle imprese e sulle famiglie. "Nel merito, il mandato della Bce non è assicurare che i deficit dei governi siano finanziati in qualsiasi condizione". Da lì in poi, quello di Moscovici è un crescendo: nell'Eurozona "c'è un problema che è l'Italia", che deve darsi "un bilancio credibile". Queste decisioni rappresentano per certi versi una boccata d'ossigeno, ma dall'altro lato, specie in riferimento allo stop al QE, potrebbero rappresentare un pericolo per i paesi più fragili. "Quando dico che ho paura non sono paralizzato, ma bisogna reagire rafforzando la sovranità dell'Europa dinanzi alle minacce esterne". Draghi ha tuttavia voluto rassicurare, spiegando che "nonostante qualche moderazione dopo la forte performance di crescita del 2017" gli indicatori economici confermano che "è ancora in corso una solida e diffusa ripresa dell'eurozona". "Dall'alto della loro Commissione europea si permettono di dire che in Italia ci sono tanti piccoli Mussolini, non si devono permettere!". Moscovici, relativamente all'attuale situazione europea, ha detto: "Non c'è Hilter, ma in questo momento in Europa c'è un clima che assomiglia parecchio agli anni Trenta".

Tria favorevole al taglio dell'Irpef
Il Ministro non ha rinunciato ancora una volta a rassicurare sulla riduzione del rapporto rapporto debito-PIL. L'esecutivo M5s-Lega presenterà la nota di aggiornamento al Def con il quadro programmatico il 27 settembre.

Però, Moscovicì non ha tutti i torti: Di Maio ha sostituito la parola 'plucratici' di mussoliniana memoria con 'eurocrati'.

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