Juncker a Conte: allibito da attacchi di Salvini

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Ma ogni tanto rimango allibito dalla continua retorica messa in campo dalla maggioranza di governo e in particolar modo da almeno uno dei due vicepremier, con il suo continuo attacco a Bruxelles. Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha così commentato il discorso tenuto oggi, di fronte al Parlamento europeo, dal presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker, sullo stato dell'Unione.

Mercoledì il Parlamento europeo ha votato per sanzionare l'Ungheria, accusata di aver violato le norme sulla democrazia in tema migranti, i diritti civili e la corruzione, sono state lo spunto per avviare il processo punitivo definito dall'articolo 7 del trattato UE. "Il presidente Juncker - e in questo l'ho ammirato - ha deciso di non fare un discorso su quello che è stato fatto, ma un discorso che guardasse alle grandi sfide dell'Europa e all'Europa con un anelito di futuro", ha commentato Beatrice Covassi. Ecco, io non voglio essere utile a lui. "I nostri sforzi hanno portato a dei risultati con meno profughi lungo la rotta del Mediterraneo centrale, tuttavia gli Stati membri non hanno ancora trovato un rapporto giusto fra la responsabilità dei singoli paesi e la necessaria solidarietà, che deve essere dimostrata se vogliono mantenere lo spazio Schengen senza confini". Non vedo una sola ragione per cui il Ppe possa sviluppare una relazione con Salvini. D'altronde "Orban è già abbastanza". La telefonata, avvenuta esattamente la sera prima delle sue dichiarazioni, si è basata sui medesimi contenuti: "Abbiamo parlato di ciò che avrei detto oggi".

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Nel ripetere il suo sostegno a una più profonda integrazione economica, ha anche spinto l'idea che l'euro dovrebbe sfidare il dollaro come valuta leader a livello mondiale, definendo "assurdo" che l'UE paghi la maggior parte della sua energia nella valuta statunitense, nonostante l'acquisto principalmente da terzi del calibro di Russia e stati del Golfo. Juncker ha affermato che l'Ue ha aiutato tante volte l'Italia, in diversi ambiti. Poi un richiamo contro i populismi: "Rispettiamo di più l'Unione europea, non sporchiamo la sua immagine". Giusto, in linea di principio, ma allora sarebbe stata necessaria un'Europa dei popoli e non un'Europa dei banchieri, a trazione tedesca e, in parte, francese, dove gli interessi di alcuni sono stati decisamente favoriti rispetto a quelli di tutti gli altri.

"Non è colpa della Commissione se un ponte è crollato a Genova".

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