Se salta il reddito di cittadinanza il governo avrà dei problemi

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Il reddito di cittadinanza è uno dei temi principali su cui continua a spingere il Movimento 5 Stelle. Il ministro dell'Economia, che descrivono molto irritato, ha chiamato il premier Giuseppe Conte e lo stesso Di Maio.

Secondo alcune fonti parlamentari, sebbene non ancora confermate, il ministro Tria avrebbe fatto sapere che, qualora le tensioni e gli strappi fossero continuati all'interno della maggioranza, avrebbe sicuramente preso in considerazione l'ipotesi delle dimissioni. Se Tria riuscità a trovare le coperture si arriverà al massimo a 5 miliardi di euro che finiranno ad un milione e mezzo di italiani che si trovano in condizioni di disagio.

"Sicuramente reddito di cittadinanza, flat tax e Fornero fanno parte del Dna di questo governo, non parlarne significherebbe tradire il mandato degli elettori. Non si tratta di far cadere il ministro dell'Economia, senza reddito di cittadinanza l'intero governo avrà problemi". "Bisogna vedere le compatibilità di bilancio ma sono molto favorevole a partire", ha insistito Tria precisando che la riduzione andrà attuata "in modo molto graduale". E rischia di accendere il falò la richiesta arrivata a via XX settembre di superare il 2 per cento, per trovare qualche risorsa in più per coprire il reddito di cittadinanza e l'elenco di misure considerate imprescindibili da ognuno per la tenuta del proprio blocco.

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E come sempre avviene in questi casi, la prima settimana di ricovero sarà decisiva per poter sciogliere la prognosi. E' quanto afferma in una nota diramata dalla regione Lombardia l'assessore al Welfare Giulio Gallera .

"Non capisco - ha sottolineato il vicepremier - perché si è voluta creare una polemica tra me, il M5s e Tria, quando il nostro unico pensiero è quello di approvare una legge di bilancio coraggiosa, ma che tenga i conti in ordine".

Lo spread nel frattempo è balzato dal minimo di 230 al picco giornaliero di 241 punti base, inducendo il M5s a diffondere una nota ufficiale con cui definisce infondate le "pressioni sul ministro Tria, anche in riferimento a sue possibili dimissioni".

Ma le forze centripete che all'epoca della formazione della squadra silurarono il "cigno nero" Savona per quel dicastero, accontentando Mattarella, comunque hanno visto nella volontà politica un istinto preciso a procedere. "Il clima è costruttivo - garantisce il presidente della commissione Finanze in Senato Alberto Bagnai - stiamo lavorando sulle priorità nel rispetto dei vincoli".

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