Migranti: Salvini lancia l’allarme tubercolosi, ma la prefettura smentisce

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Non si ferma la battaglia di Matteo Salvini contro l'immigrazione indiscriminata: oggi il vicepremier nonchè ministro dell'Interno, lancia l'allarme sulla tubercolosi tornata a diffondersi "Immigrato malato e in fuga, forse inconsapevole della gravità della sua condizione". Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto, commenta così le notizie diffuse dalla stampa vicentina sull'ondata di casi che si sta registrando in area berica.

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Ora anche lì dicono no a questa Europa di burocrati e speculatori, no ai clandestini, no all'estremismo islamico. Le limitazioni non hanno evidentemente saputo arginare un sentimento diffuso di crescente esasperazione.

Anche la Prefettura smonta le parole del ministro dell'Interno sulla possibile epidemia di tubercolosi in Italia. Con il clandestino ammalato di Tbc fuggito da Sandrigo abbiamo una ulteriore riprova di quanto abbiamo detto da anni: "la cittadinanza è chiamata a pagare i costi non solo economici ma anche sociali e sanitari di politiche scellerate in cui c'è chi ha fatto i soldi a palate". Lo straniero era ospite dall'ex hotel Virginia, una struttura di accoglienza che ospita un numero di immigrati compreso tra le 30 e le 40 unità. "Bisogna trattare questo tipo di tematiche - ha continuato - con molto senso di responsabilità, perché quando si parla di tbc si rischia di creare allarme, anche laddove un allarme non esiste. Ce l'ho messa e ce la metterò tutta per invertire la rotta" attacca su Facebook Salvini dopo il grido d'allarme arrivato in questi giorni dal presidente del Consiglio regionale del Veneto. "Intervenendo con affermazioni poco scientifiche si rischia di creare panico sociale". "Abbiamo a disposizioni strumenti scientifici come le Linee guida dell'Istituto superiore di sanità per il controllo delle tubercolosi tra gli immigrati in Italia, pubblicate nel 2018, e abbiamo un Servizio sanitario nazionale capace". La Tbc, prosegue, "si manifesta anche a distanza di anni dal momento in cui una persona viene infettata, quindi il problema è estremamente complesso. Non può essere attribuito a un unico fattore". La trasmissione del batterio della tubercolosi, Mycobacterium tuberculosis, avviene infatti per via aerea, tramite saliva, con un colpo di tosse o uno starnuto. Cauda ha voluto specificare che non stiamo assistendo ad un aumento dei casi in Italia.

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