L'occupazione supera livelli pre-crisi, produzione industriale in calo

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Nell'UE28, la diminuzione dello 0,7% è dovuta alla produzione di "beni di consumo non durevoli" in calo dell'1,3%, dei "beni di consumo durevoli" dell'1% e dei "beni intermedi" dello 0,6%, mentre la produzione di energia è aumentata dello 0,7% e i beni strumentali dello 0,6 %. Il dato ha mostrato una flessione mensile dell'1,8% rispetto al precedente +0,3% (dato rivisto da +0,5%).

L'indice è sceso dell'1,3% a luglio 2018 in termini tendenziali, applicando le correzioni per gli effetti di calendario. Le maggiori flessioni si registrano invece nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-6,4%), nell'industria del legno, della carta e stampa (-5,8%), nella metallurgia e prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) (-2,8%) e nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,8%).

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Come? Questo ancora non si sa, ma possiamo già tracciare alcune linee che guideranno le legislazioni dei nostri Stati. Di "na pagina nera per la democrazia e la libertà dei cittadini.

Risultato che va a ridurre il bilancio parziale del 2018: nella media dei primi sette mesi la produzione è cresciuta del 2,0% su base annua. Il tasso di occupazione aumenta di 0,5 punti, portandosi al 58,7%.

Resta in crescita, seppure in rallentamento rispetto ai valori del 2017, la produzione manifatturiera in provincia di Reggio. Nel secondo trimestre, dice ancora l'Istat, l'incidenza dei lavoratori dipendenti a termine sul totale dei dipendenti raggiunge il 17%. Il tasso di disoccupazione diminuisce sia rispetto al trimestre precedente sia in confronto a un anno prima, così come quello di inattività. Nel confronto tendenziale, per il quinto trimestre prosegue - con minore intensità - la diminuzione dei disoccupati (-34 mila in un anno, -1,2%) che riguarda soltanto il Mezzogiorno. La forte riduzione tendenziale degli inattivi di 15-64 anni (-394 mila, -2,9%) è invece diffusa per genere, territorio e classe di età. L'Istat evidenzia che "solo per i beni strumentali si registra una certa tenuta dei livelli produttivi: è inoltre l'unico raggruppamento di industrie a mantenere una moderata crescita tendenziale a luglio". Su base annua la flessione, corretta per gli effetti di calendario, è del 6,5%, mentre il dato grezzo mostra una caduta del 4,4%.

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