Riforma copyright: il Parlamento europeo approva le modifiche

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Così il vicepresidente della Commissione Ue al mercato digitale Andrus Ansip e la commissaria al digitale Mariya Gabriel dopo il voto a Strasburgo, assicurando di essere "pronti a iniziare a lavorare con Parlamento e Consiglio in modo che la direttiva sia approvata il prima possibile, idealmente entro la fine del 2018". Anche perché, di fatto, è accaduto qualcosa: che il desiderio di rivalsa nei confronti di Google e Facebook ha preso il sopravvento su tutto il resto, condizionando la modifica della direttiva.

Con 438 voti a favore, 226 contro e 39 astensioni, adottato a maggioranza il mandato per l'avvio dei negoziati con Consiglio e Commissione dell'Unione Europea, necessari per arrivare alla definizione del testo legislativo finale.

Al centro della direttiva gli articoli 11 e 13. Come? Questo ancora non si sa, ma possiamo già tracciare alcune linee che guideranno le legislazioni dei nostri Stati. Il primo riconosce un giusto compenso a editori e giornalisti per l'utilizzo da parte dei motori di ricerca come Google delle loro notizie e la sottoscrizione di una licenza da parte delle piattaforme come Youtube per caricare contenuti audio e video. Questa ha quindi ricordato anche che "se non vuoi essere pagato, puoi condividere gratuitamente le tue opere, non c'è l'obbligo di chiedere la remunerazione da parte" di artisti e giornalisti ed editori alle piattaforme. Frenare o limitare l'accesso al web genera una limitazione delle libertà, è la replica di chi osteggia le nuove regole.

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Sugli impostori che avrebbero abusato dell'affidabilità degli operatori internazionali è stata aperta un'indagine. In questo modo, come riportato da Askanews, riescono ad arrivare più facilmente ai migranti .

"Una vergogna tutta Europea: il Parlamento Europeo ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su Internet". Di "na pagina nera per la democrazia e la libertà dei cittadini. Oltre all'introduzione della cosiddetta e folle "link tax", la cosa più grave è l'introduzione di questo meccanismo di filtraggio preventivo dei contenuti caricati dagli utenti".

I cambiamenti più significativi apportati da questa riforma del diritto d'autore a livello europeo - ma con ovvie ripercussioni mondiali, data l'ingerenza dei Big Tech come Facebook e Twitter - riguardano due aspetti principali, individuati dagli articoli 11 e 13 del provvedimento approvato. "Oggi il Parlamento europeo ha scelto di difendere la cultura e la creativita' europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale" ha scritto in un tweet il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

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