Migranti, Msf: "Oltre 100 morti in naufragio al largo della Libia"

Share

Due le imbarcazioni partite dalle coste libiche alle prime ore del primo settembre. Ogni nave trasportava più di 160 persone di diverse nazionalità, tra cui sudanesi, maliani, nigeriani, camerunesi, ghanesi, libici, algerini ed egiziani. Rinvenuti i corpi senza vita di tre bambini annegati, che secondo i testimoni avevano tutti "meno di un anno". "Se fossero arrivati prima, molte persone si sarebbero potute salvare". Recuperati solo due corpi. La guardia costiera italiana una volta avvisata, ha inviato i soccorritori europei in elicottero che hanno lanciato zattere di salvataggio agli ormai pochi superstiti. Ed ora una barca di migranti che affonda ha scarse possibilità di essere soccorsa ed aiutata. Al momento del naufragio, sempre secondo il racconto di chi è riuscito a scampare alla furia del mare: "Il telefono satellitare ci ha mostrato che non eravamo lontani da Malta".

Prima ancora della risposta della Farnesina, è arrivata quella del Ministero degli Interni nelle parole del ministro e vicepremier Matteo Salvini, che ha sottolineato: negli ultimi anni "ha accolto 700mila immigrati, molti dei quali clandestini, e non ha mai ricevuto collaborazione dagli altri paesi europei". "Siamo molto preoccupati per i nostri pazienti - continua Defransciscis - Come possono guarire quando sono chiusi nelle celle, in condizioni igieniche precarie, e dormono su coperte o materassi messi sul pavimento, che causano un dolore incredibile per chi soffre di ustioni gravi?" "Siamo riusciti a trattare 18 casi urgenti, tra cui nove persone con ustioni chimiche estese fino al 75 per cento del corpo". È prassi che le persone riportate in Libia dai barconi vengano rispedite in un pericoloso sistema di detenzione arbitraria. "Alcuni di loro non possono nemmeno sedersi, o camminare". A tutto questo si aggiunge il dolore per aver perso un familiare in mare.

Unhcr: Libia, atrocità contro rifugiati
Sugli impostori che avrebbero abusato dell'affidabilità degli operatori internazionali è stata aperta un'indagine. In questo modo, come riportato da Askanews, riescono ad arrivare più facilmente ai migranti .

Continua a morire la gente in mare in Libia.

"Le loro prospettive - dice MSF - appaiono particolarmente cupe: i meccanismi guidati dall'UNHCR per evacuarli dalla Libia al Niger e reinsediarli in un paese terzo, lanciati nel 2017 all'indomani dell'indignazione globale scatenata dalle riprese della CNN in Libia, sono rimasti fermi per mesi". Alcune persone hanno anche detto ai nostri team che avevano deciso di lasciare Tripoli per fuggire ai violenti combattimenti iniziati il 26 agosto nella capitale.

Share