Russia, proteste contro riforma pensioni

Share

Roma, 9 set. (askanews) - Migliaia di persone sono scese in piazza per protestare in Russia contro l'impopolare riforma delle pensioni, mentre contemporaneamente si votava per le elezioni locali. A fine serata, l'osservatorio indipendente Ovd-info contava 1018 fermi in tutto il Paese, 43 a Mosca e 452 nella sola San Pietroburgo, dove si sono registrati anche episodi di violenza, con dimostranti trascinati nelle camionette della polizia. Ieri si sono riuniti in Piazza Pushkin a Mosca 2mila manifestanti dietro allo slogan "Putin è un ladro", nonostante la sua annunciata disponibilità a modificare la riforma.

Promotore delle proteste è stato l'oppositore politico Aleksei Navalny, che però non ha potuto partecipare ai cortei perché sta scontando una condanna a 30 giorni di carcere per un fermo amministrativo.

Le proteste si sono svolte nelle città dell'Estremo Oriente russo, oltre a Ekaterinburg, San Pietroburgo e Mosca.

Fca: assemblea formalizza nomina Manley come ad
Per Camilleri il primo appuntamento sarà il Capital Day del 18 settembre, in cui la Ferrari svelerà le proprie strategie. Mike Manley ha lavorato nelle ultime settimane con il suo team e annuncerà a fine settembre la sua organizzazione.

"Putin e il suo governo hanno saccheggiato il bilancio pubblico negli ultimi 18 anni", ha dichiarato Navalny. Sì, perché nel Paese si va in pensione prima che in tutti gli altri Paesi dell'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico: a 60 anni gli uomini e a 55 le donne. Sono stati 839 gli arrestati.

Nella capitale il primo cittadino uscente, Serghei Sobyanin, del partito di governo Russia Unita, dovrebbe ottenere senza problemi la riconferma, vincendo sui suoi quattro rivali, ritenuti per lo più candidati fantoccio. Alle 12 di oggi, a Mosca aveva votato l'8,17% degli aventi diritto. A molti oppositori era stata negata la candidatura. Il presidente, Vladimir Putin, ha attenuato la misura, ma il provvedimento di alleggerimento non è stato sufficiente a placare il malcontento popolare.

Share