L'Europa condanna l'Ungheria di Orban: è iniziata la "vendetta" contro i "populisti"

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Ne esce sconfitto Viktor Orban e le sanzioni potrebbero arrivare fino alla cancellazione del diritto di voto del Paese nel Consiglio della Ue. Tra i favorevoli (seppure per motivi discutibili e strumentali) anche il M5S, partner di governo della Lega, grande alleato di Orbán che, difatti, ha votato contro, insieme a Forza Italia.

Poco prima, nel suo discorso sullo stato dell'Unione il presidente della Commissione Jean-Claude Junker aveva ribadito che le sanzioni contro gli Stati membri della Federazione vanno applicate quando "lo stato di diritto sia in pericolo". "Il governo di Viktor Orbàn ha minato i valori europei attaccando l'indipendenza dei media, dei giudici e del mondo accademico e le persone vicine al governo ei loro amici e familiari si sono arricchiti a spese di contribuenti ungheresi ed europei", ha detto Sargentini. Questo il commento della relatrice, l'eurodeputata olandese Judith Sargentini (Gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea). "Gli ungheresi hanno diritto alla libertà di espressione, alla non discriminazione, alla tolleranza e alla giustizia sanciti dai trattati europei". Chi non abbandona l'alleato sono Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

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La presa di posizione del Parlamento europeo a larghissima maggioranza ha un valore simbolico molto importante perché stabilisce i confini oltre i quali le legislazioni dei singoli Stati non possono andare. Il leader dei Popolari, Manfred Weber, ha dichiarato: "La mia famiglia politica deciderà stasera, ma voglio dire a tutti che se non ci sarà la disponibilità a risolvere i problemi da parte del governo ungherese, si farà scattare l'articolo 7".

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