Svolta per l'India: l'omosessualità non è più reato

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La Corte Suprema indiana ha voluto cancellare la sezione 377 del Codice penale che da ben 157 anni considerava gli omosessuali "rei" di offendere la natura, andando contro i suoi dettami.

Finora essere gay in India poteva costare fino a 10 anni di prigione. L'asia intera, purtroppo, così come il medio oriente, presenta una situazione tuttora drammatica per le persone omosessuali. Una sentenza che arriva dopo decenni di discussioni e battaglie. "Criminalizzare l'omosessualità è irrazionale e indifendibile", ha osservato il Presidente del collegio giudicante illustrando il verdetto che dichiarava l'articolo incostituzionale.

Quello indiano è un esempio da seguire in tutti quei Paesi in cui ancora vigono leggi obsolete e discriminatorie. Inoltre la legge in vigore fino ad oggi, violava i principi costituzionali poiché discriminatoria. Un cambiamento nella legislazione che "crea uno spazio di libertà dove si può iniziare a fare giustizia", ha detto alla Cnn il professore di diritto presso la Jindal Global Law School e avvocato Lgbt Danish Sheikh.

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Le star del Paese hanno twittato in massa la loro felicità per la decisione, una su tutte Priyanka Chopra - l'attrice indiana più famosa all'estero - che ha scritto: "Un supremo importante giudizio!"

Gli esperti legali lo hanno interpretato come un sostegno implicito al movimento, che è iniziato nei tribunali nel 2001 con un ricorso alla Corte Suprema di Delhi da parte della Fondazione. Un'analoga decisione della Alta Corte di Delhi era arrivata nel 2009, sentenziando sulla violazione dei diritti fondamentali di un cittadino omosessuale.

La notizia di questa storica sentenza, oltre che essere comprensibilmente accolta con entusiasmo dagli attivisti per i diritti umani e dai militanti LGBT, è stata commentata molto positivamente dall'Unione Europea.

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