Gilberto Benetton a stampa: Atlantia, Abertis operazione chiusa e definita, proseguirà

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Cerca di difendere se stesso, la sua holding Edizione, che detiene il 30,25% del capitale di Atlantia, e le persone che vi lavorano, da accuse e sospetti "pesanti".

Parole che sono piaciute agli investitori, usciti in massa da Atlantia (la holding del gruppo Benetton cui fa capo, tra le altre, anche Autostrade per l'Italia) nelle ultime settimane proprio per il rischio di una ri-nazionalizzazione del business e che oggi sono tornati ad acquistare con decisione il titolo, che ha chiuso la giornata con un 5,55% di rialzo a 18,16 euro per azione e una capitalizzazione di 14,37 miliardi di euro, nonostante la procura di Genova abbia iscritto nel registro degli indagati 20 persone tra manager e tecnici di Autostrade per l'Italia e Spea Engineering oltre che dirigenti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell'ambito dell'inchiesta sul crollo del ponte Morandi. Benetton poi ha parlato del giorno del crollo: "Ero in vacanza, come credo la maggior parte degli Italiani. Ad un tratto il dramma, e tutto è cambiato: anche per noi sono iniziati giorni di sofferenza e di cordoglio", confessa Gilberto Benetton al suo intervistatore Daniele Manca. In ogni caso la società "ha però comunicato con parole chiare e inequivocabili un pensiero di cordoglio alle famiglie delle vittime e la propria vicinanza ai feriti e a tutti coloro che sono stati coinvolti in questo disastro".

Gilberto Benetton non intende delineare responsabilità prima che le verifiche abbiano fatto il loro corso: "Se nel caso di Autostrade sono stati commessi degli errori, quando si sarà accertato compiutamente l'accaduto verranno prese le decisioni che sarà giusto prendere". "Conosco il presidente Fabio Cerchiai da molti anni - afferma l'esponente della famiglia Benetton - e in lui ho la massima stima e fiducia, come sono sempre stato convinto della serietà, della competenza e dell'eccellenza del management di Autostrade e di Atlantia".

"Detto questo, ripeto quello che abbiamo dichiarato nell'immediatezza del tragico evento di Genova, ovvero che siamo certi della totale volontà di collaborazione con le Istituzioni e le autorità preposte da parte della società operativa Autostrade per l'Italia, il che significa assoluta trasparenza e completa assunzione delle responsabilità che venissero accertate, quando lo fossero".

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Continuano le polemiche dopo il Gp di Monza , vinto da Lewis Hamilton davanti a Raikkonen e Bottas . Quello però che non mi è piaciuto sono stati i fischi e questo mi lascia molto deluso".

"C'è stato il momento storico delle privatizzazioni che lo Stato decise di fare, a causa del grande debito pubblico, per poter entrare nell'euro". E in quel frangente "Autostrade fu messa sul mercato con un'asta pubblica, sottolineo pubblica, a cui chiunque poteva partecipare e infatti il gigante delle infrastrutture australiano Macquarie era fortemente interessata a rilevarla". E confuta che la concessione sia stata un "regalo" dei governi di centrosinistra: "Ricorda la difficoltà di creare una cordata di imprenditori a guida italiana che volessero rilevare le autostrade?". Sulle critiche mosse dal Governo dopo il disastro Gilberto risponde così: "Riguardo alle condizioni economiche delle concessioni posso solo dire che quelle di Autostrade per l'Italia sono molto simili a quelle degli operatori del settore autostradale di tutto il resto del mondo". E soprattutto non hanno mai pagato nessuno.

Non gente "senza cuore", come sosteneva il vicepremier Matteo Salvini, ma imprenditori dai grandi sogni e progetti. "Dall'anno successivo, con un nuovo management e una nuova governance, il fatto non si è mai più ripetuto".

La famiglia che dà il nome al noto marchio d'abbigliamento è stata criticata anche perché, poche ore dopo il disastro, si è riunita per una festa a Cortina. Ma l'imprenditore veneto oggi dà la sua versione dei fatti.

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