Rocca di Papa, 50 migranti trasferiti dalla Diciotti irreperibili dopo essersi allontanati

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A portare la benedizione del Pontefice è stato il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere di Bergoglio, che si è fermato a pranzo portando, appunto, dei gelati.

In particolare, sei si sarebbero allontanati il primo giorno di trasferimento, cioè venerdì 31.

I migranti sono stati trasferiti in un centro di accoglienza di Messina in attesa delle destinazioni successive, in base alle disponibilità ottenute dal governo: una ventina in Albania, altrettanti in Irlanda, un centinaio preso in carico dalla Conferenza episcopale italiana, in base all'accordo con il Viminale. Dei quaranta, 4 si sono allontanati da Messina, altri da Rocca di Papa. Il ministero aggiunge inoltre che sula vicenda sono in corso altre verifiche. "È allontanamento volontario, non fuga". Alcuni di casi sono stati segnalati già alle prefetture di competenza. Il direttore Caritas conferma che si va però "ben oltre" questo numero. La struttura, peraltro, non ha il compito di trattenere i suoi ospiti che possono scegliere di allontanarsi volontariamente prima o dopo.

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Il ministro sembra convinto che anche il balletto politico intorno alla legge di bilancio sia al termine e che alla fine ci saranno applausi.

Soddu ha poi sottolineato che in futuro, in Italia o all'estero, i migranti oggi irreperibili "potranno chiedere asilo ricominciando quella procedura che era stata avviata nelle nostre strutture, a partire dal centro di accoglienza straordinaria (il Mondo Migliore di Rocca di Capa, ndr)". "Erano così disperate che hanno preferito rinunciare a vitto e alloggio garantiti per andare chissà dove".

Puntuale è arrivato anche il commento di Matteo Salvini: "Più di 50 degli immigrati sbarcati dalla Diciotti erano così 'bisognosi' di avere protezione, vitto e alloggio, che hanno deciso di allontanarsi e sparire! - scrive il ministro dell'Interno su Facebook - Ma come, non li avevo sequestrati?" È l'ennesima conferma che non tutti quelli che arrivano in Italia sono 'scheletrini' che scappano dalla guerra e dalla fame. A renderlo noto sono i sottosegretari all'Interno, Stefano Candiani e Nicola Molteni. "Questi migranti non volevano rimanere in Italia, volevano ricongiungersi con parenti e amici che erano in altri Paesi". "Questo Governo sta inaugurando delle prassi che travolgono le norme e di questo dovrebbero essere preoccupati tutti i cittadini, a prescindere da come la pensino sull'immigrazione".

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