Libia: Ue, parti rispettino cessate il fuoco, sostegno a Onu

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Secondo quanto riferito dalle autorità libiche, il bilancio degli scontri è finora di 61 morti e 159 feriti e 12 dispersi, mentre 1.825 famiglie risultano sfollate.

Adesso, lo sforzo diplomatico è interamente teso a far sì che la tregua regga, cosa per nulla scontata, visti i precedenti e soprattutto visto che chi ha mosso l'attacco a Tripoli, e cioè la Settima Brigata, non ha in realtà ottenuto molto dai sette punti preparati dal mediatore.

Anche per questo si stanno moltiplicando gli sforzi, anche sul versante internazionale, a partire dall'appello al rispetto del cessate il fuoco lanciato da Italia, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, che in una nota congiunta hanno auspicato "la riconciliazione e la ripresa di un processo politico di pace a guida libica". "Il governo -si legge nella stessa nota - è soddisfatto per i risultati fin qui ottenuti e l'Italia si sta anche battendo affinché siano resi più efficaci gli accordi bilaterali per il rimpatrio nei Paesi di origine di coloro che non hanno diritto d'asilo". Il governo italiano, intanto, ha smentito qualsiasi ipotesi di intervento dei corpi speciali.

Di Maio: sfollati Genova, a breve decreto
"Gli sfollati di Genova hanno perfettamente ragione, non si può lasciare la gente in balia delle elemosine di Autostrade". Alcuni protestano anche per non essere ancora riusciti a tornare nelle case per prendere gli oggetti di loro proprietà.

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Le milizie sono riuscite in questi giorni ad assumere il controllo di alcuni quartieri situati nella zone sud di Tripoli. "Stiamo monitorando da vicino la situazione in coordinamento con la Direzione libica per la lotta contro la migrazione illegale e le agenzie delle Nazioni Unite, per fare in modo che tutti i rifugiati e i migranti siano trasferiti in un posto più sicuro", afferma Yaxley dell'Unhcr.

Tripoli- Sul tema libico il governo Lega-M5s ha risposto con una sola voce. In Libia non si gioca una guerra ideologica - i radicali sono egualmente distribuiti in ogni campo - ma un conflitto di potere, perciò serve pazienza e tanto realismo. Il premier Conte ha convocato a Palazzo Chigi un vertice su Libia e migranti con il vicepremier Matteo Salvini, il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi e il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. Una prospettiva che pare confermata dall'accordo quadro per il cessate il fuoco raggiunto in serata dalla mediazione varata dall'inviato speciale dell'Onu, Ghassan Salameh. Il capo politico del M5s si era detto convinto della necessità di "coinvolgere tutti, mettere al tavolo tutti e tra questi anche paesi del Mediterraneo che possono essere importanti nella stabilizzazione della Libia, anche paesi come l'Egitto e la Russia". La decisione è stata assunta "per proteggere i cittadini e la sicurezza, gli impianti e le istituzioni vitali che richiedono tutte le necessarie misure militari e civili", recita il comunicato ufficiale del governo di unità nazionale.

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