Dieci minuti di applausi per "L'Amica geniale" al Festival di Venezia

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La serie televisiva rappresenta indiscutibilmente un fattore di promozione turistica che siamo certi avrà effetti rilevantissimi nei prossimi anni; sostenendo una crescita prodigiosa e dai record impensabili solo pochi anni fa. Le bambine sono incaricate a vestire i ruoli delle protagoniste nei primi due episodi: saranno poi sostituite da adolescenti da Gaia Girace e Margherita Mazzucco.

La trama è nota ai fan della saga: quando Elena Greco, ormai settantenne, scopre che la sua amica di una vita, Lila, è scomparsa nel nulla senza lasciare alcuna traccia di sé, decide di scrivere la loro storia, che inizia negli anni '50 sui banchi di scuola, si snoda tra le vie del rione di Napoli in cui hanno vissuto, subisce dolorose separazioni e burrascosi ritrovamenti. Abbiamo proposto una serie artigianale in italiano a HBO e loro, che non hanno mai trasmesso una serie in lingua non inglese, hanno accettato. Le prime due puntate della serie, dirette da Saverio Costanzo, sono state applaudite oggi alla Mostra del Cinema di Venezia.

Il regista Saverio Costanzo non ha stravolto questa struttura narrativa molto solida. Merito della coerenza e precisione nelle descrizioni della Ferrante, come spiega Saverio Costanzo: "Quando si ha per le mani una storia così coerente, si sa subito cosa si deve cercare".

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Composta da otto episodi totali, la serie è stata scritta dalla stessa Ferrante in collaborazione con Francesca Piccolo e Laura Paolucci, mentre a produrre ci hanno pensato, tra gli altri, anche Domenico Procacci con la sua Fandango e Lorenzo Mieli e Mario Gianani con Wildside (già dietro a The Young Pope di Paolo Sorrentino). La riscoperta di immagine e di fascino attrattivo, in particolare per tantissimi giovani europei, va ricercata proprio nel fermento di nuovi linguaggi e di produzione artistica e civile che contrassegna la Napoli di questi tempi.

Un ambizioso progetto internazionale quello della serie TV che andrà in onda il prossimo autunno su Rai1.

Per questo nella serie - con un cast centratissimo - si può ritrovare sia la potenza avvincente del legame di Elena (Lenù) e Raffaella (Lila) e sia la carica morale della Ferrante con il valore dell'educazione (il deus ex machina è la maestra Oliviero che cambia la vita alle due bambine), dell'elevazione sociale con la cultura, con la conoscenza, dell'emancipazione anche femminile. Apprendiamo dal suo ufficio stampa che è stato invitato alla prima della fiction tratto dal bestseller di Elena Ferrante. Una trasposizione che, com'è ovvio in questi casi, è destinata a dividere gli spettatori in tutto il mondo.

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