Neonato morto, indagati i medici degli Spedali Civili di Brescia

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Quello della Procura di Brescia è stato definito "un atto dovuto" per permettere ai medici indagati di poter nominare un proprio consulente durante l'autopsia sul corpo del bambino, nato prematuro a fine giugno. I risultati di un programma di sorveglianza negli Stati Uniti e in Europa indicano che Serratia marcescens è responsabile in media del 6,5% di tutte le infezioni originate da batteri Gram negativi in terapia intensiva. Il piccolo, nato prematuramente da una coppia bresciana, era ricoverato nel reparto di patologia neonatale dell'ospedale bresciano con il gemellino, che avrebbe contratto l'infezione a sua volta ma che starebbe rispondendo alle cure. Inoltre viene classificata come settima causa di polmonite, e decima per quanto riguarda le infezioni del flusso sanguigno. "Sembrava in condizioni stabili poi all'improvviso è peggiorato. Non si sono verificate nuove complicanze", ha confermato il primario del reparto di terapia intensiva neonatale Gaetano Chirico.

Nel 2017 un'epidemia all'ospedale La Paz di Madrid aveva costretto il ministero della Salute spagnolo a chiudere l'unità di Terapia intensiva neonatale dopo il contagio di 51 bambini. "Non rabbia e nemmeno accanimento, solo dolore", dice l'avvocato bresciano aggiungendo "vogliono sapere perché è accaduto e se ci sono responsabilità".

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"Il 20 luglio - spiega l'ospedale bresciano - è stata identificata una condizione di malattia da Serratiamarcescens in due neonati, con isolamento del germe da emocolture (del 18 e 19 luglio) ed a un terzo neonato sono stati riscontrati segni clinici di congiuntivite, con isolamento del microrganismo da tampone oculare (effettuato il 19 luglio)".

Si tratta di un batterio appartenente alle Enterobacteriaceae.

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