Turchia, Erdogan chiede a cittadini di comprare lire in "sforzo nazionale"

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Da 50 anni è in Turchia anche Pirelli, che ha concentrato la produzione nello stabilimento di Izmit, a 100 chilometri da Instanbul, costato 170 milioni di euro di investimenti negli ultimi anni, la produzione di due milioni di pneumatici industriali l'anno destinati ai mercati di Europa, Medio Oriente e Africa. A Francoforte, come scrive il Financial Times, sono infatti preoccupati per i possibile effetti della crisi monetaria turca nei confronti di diverse banche europee, compresa la spagnola Bbva e la francese Bnp Paribas.

Contestualmente all'ulteriore ribasso della lira, sono aumentate le vendite sul titolo Unicredit, l'istituto italiano con maggiori interessi in Turchia, in virtù della propria quota in Yapi Kredi: a partire dalle 15 circa l'azione ha peggiorato il ribasso di giornata e attualmente è in calo del 6,31% a 13,55 euro.

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A margine dei lavori al Senato, il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio , ha fatto il punto della situazione: "Per me il CDA è operativo anche senza presidente".

Solo nel 2018 la moneta turca ha perso un terzo del suo valore a causa delle politiche del presidente Erdogan in aperto contrasto con i paesi occidentali. Anche i dicasteri economici sono stati posti sotto stretto controllo del presidente aumentando così i timori degli investitori. Nello scenario delineato dal Sole 24 ore Ankara soffre la propria dipendenza da finanziamenti a breve e investimenti dall'estero mentre l'inflazione corre al 16%. La corsa dei prezzi rischia di erodere, inoltre, la crescita reale del Pil: il governo ha già tagliato le previsioni della crescita annua dal 5,5% al 4%.

Si aggrava la crisi finanziaria della Turchia e i mercati sono spaventati. "Era abbastanza prevedibile. Evocare i complotti internazionali e la responsabilità delle potenze nemiche non salverà l'economia turca e non salverebbe quella italiana (nemmeno con la guerra alla Ue)".

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