Moavero: "Anche noi siamo stati migranti". Lega insorge

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"Paragonare gli italiani che sono emigrati nel mondo, a cui nessuno regalava niente ne' pagava pranzi e cene in albergo, ai clandestini che arrivano oggi in Italia e' poco rispettoso della verita', della storia e del buon senso" commentano i capigruppo della Lega alla Camera e al Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo.

Le parole di Enzo Moavero sulla tragedia di Marcinelle, con le quali il ministro degli esteri ha paragonato i milioni di italiani emigrati all'estero per trovare lavoro con i migranti che quotidianamente sbarcano nel nostro paese, hanno sollevato dure polemiche da parte della Lega che ha visto nell'intervento del ministro un attacco alla Politica anti-migranti del ministro Matteo Salvini. Riflettiamo con consapevolezza e giusto orgoglio su queste esperienze di molti fra i nostri padri e nonni - è l'invito del titolare della Farnesina - Riconosciamo, con convinto rispetto, il loro inestimabile contributo alla storia d'Italia e dei luoghi dove si recarono. "Siamo stati, fino ai primi anni sessanta del ventesimo secolo, appena ieri, una nazione di emigranti nel mondo - sottolinea ancora Moaver -".

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"Siamo stati una nazione di emigranti, anche in Europa siamo andati stranieri nel mondo cercando lavoro" e bisogna ricordarlo "quando vediamo arrivare in Europa i migranti della nostra travagliata epoca". Le arricchirono con la loro opera, intellettuale e manuale. "Non scordiamoci mai dei loro sacrifici", ha concluso il ministro degli Esteri. Tutti ce lo riconoscono e in alcuni paesi - pensiamo proprio al Belgio di Marcinelle - sono ascesi anche ai massimi livelli delle responsabilità di governo.

Moavero, infatti, non ha fatto nulla per nascondere il suo intento chiaramente ideologico: "Oggi che siamo nei postumi della crisi economica, e che siamo di fronte alle sfide della migrazione, non dobbiamo dimenticare queste tragedie del passato che fanno parte di noi stessi, di quello che siamo stati e di quello che siamo". Per essere ancora più esplicito, il ministro degli Esteri ha quindi aggiunto: "Non dimentichiamo che Marcinelle è una tragedia dell'immigrazione, soprattutto ora che tanti vengono in Europa". Pensiamoci, quando vediamo arrivare in Europa i migranti della nostra travagliata epoca. "Vi giunga, dunque, il saluto fraterno del Governo e di tutti i compatrioti, nella speciale giornata dedicata a coloro che, proprio sul lavoro, hanno offerto il sacrificio estremo".

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