Trump applica di nuovo le sanzioni economiche all'Iran

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"Non seguiremo gli Usa sulle sanzioni", ha affermato Alistair Burt, viceministro degli Esteri e responsabile del dossier mediorientale.

Una prima tornata di sanzioni Usa all'Iran, paese che a luglio ha esportato circa 3 milioni di barili di greggio al giorno, è entrata ufficialmente in vigore subito dopo la mezzanotte americana.

Mentre gli Usa hanno promesso di far rispettare le sanzioni, che riguardano anche le aziende straniere che fanno affari con Teheran, l'Unione europea ha criticato il loro ripristino e ha ribadito la propria "determinazione a proteggere gli operatori economici europei impegnati in affari legittimi con l'Iran". Sono le più dure mai imposte, e a novembre raggiungeranno un altro livello. "Noi crediamo che questo sia l'interesse della sicurezza non solo della nostra regione ma anche del mondo". Il "regime", secondo il leader statunitense, deve "fare una scelta: modificare il suo comportamento minaccioso e destabilizzante e reinserirsi nell'economia globale o affrontare la via dell'isolamento economico".

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Anche ai box abbiamo fatto le scelte giuste, ma secondo me il quarto posto era il massimo che potevamo fare. E' un lavoro molto difficile perché è davvero di precisione, quindi ci vuole un po' di tempo".

Le restrizioni commerciali volute da Washington prevedono inoltre la revoca dei permessi concessi - in precedenza - alla Repubblica islamica per esportare tappeti e cibo locale, come i famosi pistacchi.

Con 5 miliardi di euro di interscambio all'anno, l'Italia è tra i Paesi Ue che rischia di più.

L'Iran ha rispettato gli impegni nucleari presi e ha il diritto di commerciare con l'Europa e con il resto del mondo. La scorsa settimana varie città iraniane sono state teatro di manifestazioni e scioperi, conseguenza delle preoccupazioni della popolazione e del diffuso sentimento di rabbia verso il sistema politico.

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