Un altro M5s dissente su proroga vaccini

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"Non si ritengano inutili le vaccinazioni in età neonatale", scrive su Facebook Trizzino, direttore sanitario dell'ospedale dei Bambini di Palermo.

Nel Movimento 5 Stelle, però, cresce il dissenso rispetto alla posizione ufficiale del gruppo e si fanno largo posizione pro vaccini. Se così fosse, alla riapertura delle scuole a settembre, i genitori dovranno presentare l'autocertificazione delle avvenute vaccinazioni obbligatorie dei figli per nidi e materne. Trizzino, che da quasi 40 anni lavora in un ospedale pediatrico, non lascia spazio a possibili interpretazioni del suo pensiero: "Ho visto bambini morire a causa di morbillo, meningite, ecc., ma non ho mai visto bambini perdere la vita a causa di complicanze post vacciniche". "Non si ritenga - ha scritto in un lungo post su Facebook poi rimosso - che per garantire l'accesso a asili nido e materne si possa immaginare qualsiasi forma di deroga sull'obbligo a vaccinare i bambini". "Adesso che le idee sono più chiare voglio manifestarvi la mia posizione netta sull'obbligo vaccinale".

Nelle settimane scorse la ministra della Salute, Giulia Grillo aveva emanato una circolare: questa prevede che per i minori da 6 a 16 anni, quando non si tratta di prima iscrizione, resta valida la documentazione già presentata per l'anno scolastico 2017-2018, se il minore non deve effettuare nuove vaccinazioni o richiami.

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Sull'argomento interviene anche la ministra della Sanità, Giulia Grillo, che sottolinea come l'iniziativa della deroga sia parlamentare, e non governativa, quindi non riconducibile al suo dicastero. "Il mio ruolo di Direttore Sanitario e di igienista mi impone di avere una posizione chiara sul tema ed è quello che farò senza equivoci o fraintendimenti". "Sono convinto della necessità di un confronto aperto da cui generare future posizioni condivise e pubbliche e pertanto condivido in pieno la posizione della senatrice Fattori".

Critiche invece dall'Istituto Superiore della Sanità, tramite il presidente Walter Ricciardi che parla di provvedimento "irresponsabile, che mette a rischio la salute di migliaia di bambini per un anno". Una presa di posizione che ha ragioni strettamente personali: "rispetto la scelta del mio gruppo - ha detto in aula l'esponente pentastellata - ma per storia personale, professionale e dolorosamente di madre non posso fare altro che dissociarmi dal mio gruppo e esprimere un indignato voto contrario". Dopo aver cercato di comprendere "la reale posizione del M5S", Trizzino esce allo scoperto e ammonisce: "Non si ritenga che per garantire l'accesso agli asili nido e alle scuole materne si possa immaginare qualsiasi forma di deroga sull'obbligo a vaccinare i bambini". Moltissimi, che si dicono sostenitori o elettori del Movimento 5 stelle, invitano Trizzino a lasciare il partito, colpevole di non condividere la linea del Movimento, al motto di "l'obbligo non è scienza ma dittatura".

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