Foodora lascia l'Italia e si mette a cercare un compratore

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Così la società tedesca Delivery Hero ha annunciato di cercare nuovi acquirenti per il suo marchio.

Milano - Foodora lascia l'Italia (ma anche l'Australia, l'Olanda e la Francia) per puntare su mercati in maggiore crescita che garantiscono migliori condizioni di sviluppo.

La sortita pubblica di Foodora anti governo non aveva raccolto consensi nelle altre società del settore, che comunque erano preoccupate della bozza del decreto; bozza poi accantonata per un tavolo di concertazione fra esecutivo, aziende e lavoratori dai contorni e dagli esiti ancora incerti. E "in Italia questo obiettivo è ora difficile da raggiungere con investimenti ragionevoli".

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"Per quanto riguarda l'Italia - aggiunge Pallua - siamo consapevoli dei risultati raggiunti finora per cui stiamo valutando possibili acquirenti. La nostra principale priorità è assciurare un futuro di successo anche con una nuova proprietà".

L'isolamento di Foodora si è palesato anche nel progetto delle aziende del settore di costituire un'associazione di imprese attive nel comparto. Secondo le indiscrezioni raccolte da Start Magazine, l'associazione si chiamerà AssoDelivery. Foodora, infatti, lavora con co.co.co. e punta su questa forma contrattuale al tavolo ministeriale. In Australia, dove è arrivata nel 2015, ad esempio, Foodora ridurrà gradualmente la sua attività per interrompere totalmente le operazioni il 20 agosto, dopo essere stata colpita da procedimenti di fronte a un tribunale federale da parte del Fair Work Ombudsman, l'organismo che vigila sul rispetto del diritto del lavoro in Australia. Foodora, però, non ha svelato i propri numeri. Strategia da mettere in atto attraverso cinque step: "Acquisizione di hipMenu, marketplace per il food delivery in Romania con posizione di leadership in molte città e un forte gruppo di manager; acquisizione di iFood in Argentina per rafforzare la posizione di leadership in quel mercato; investimento di 51 milioni di euro in Glovo, la piattaforma di consegna basata in Spagna e attiva in Spagna, Italia, Francia e molti altri mercati, per rendere Delivery Hero il più grande azionista di minoranza; disinvestimento dalle operations in Brasile in favore di iFood; disinvestimento pianificato delle operations in Austrialia, Francia, Italia e Olanda". "Evidentemente in questo caso non sono stati raggiunti". L'accusa è quella di avere stipulato contratti che hanno portato alla "sottoretribuzione dei lavoratori".

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