Assalto russo-fascista sul web a Mattarella: il caso arriverà al Copasir

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Sarà formalmente aperto dalla Procura di Roma, nei primi giorni della prossima settimana, un fascicolo d'indagine in relazione ai presunti attacchi web al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dietro i quali si sospetta possa esserci l'azione di troll russi.

Alle due del mattino, improvvisamente, si registra su Twitter un'attività assolutamente anomala: in pochissimi minuti si registrano circa 400 nuovi profili, tutti riconducibili a un'unica origine. "Profili dai quali partono subito migliaia di messaggi." .

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Al Quirinale, prosegue il Corriere della Sera, in quelle ore giungono anche molti messaggi di sostegno al capo dello Stato. Il dubbio che serpeggia è che dietro ci siano operatori russi, gli stessi protagonisti del Russiagate che hanno compiuto azioni di disturbo durante la campagna elettorale americana, specializzati nella fabbricazione di troll, soggetti anonimi che sui social lanciano ad arte messaggi provocatori. Al Quirinale scatta l'allarme e parte il monitoraggio per scoprire la possibile cabina di regia. Grazie al lavoro della polizia postale si stabilisce che la fonte di tutto è una sola. "A Mosca e dintorni, del resto, ci sono le cosiddette 'fabbriche dei troll'". Almeno una ventina di quei profili di Twitter coinvolti nella campagna digitale contro il Capo dello Stato, peraltro, erano stati già utilizzati più volte dalla Internet Research Agency (IRA) di San Pietroburgo per far filtrare nel nostro Paese propaganda populista, sovranista ed anti-europea.

Già lunedì prossimo, quando è prevista l'audizione del direttore del Dis, Alessandro Pansa, potranno essere chieste informazioni e valutazioni.

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