Due neonate morte di pertosse, il monito dei virologi

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Questo quanto registrato nel capoluogo lombardo, due tragedie che si sono verificate nel giro di poche settimane di distanze l'una dall'altra: le due piccole sono state colpite dalla stessa patologia, la pertosse, e non ce l'hanno fatta nonostante i tentativi dei medici dell'ospedale Papa Giovanni. Una fatalità: probabilmente le due giovani madri erano entrambe malate, senza saperlo e hanno trasmesso la patologia alle figlie.

Secondo quanto riporta il portale Epicentro dell'Istituto superiore di sanità, la pertosse è una malattia infettiva molto contagiosa causata da un batterio, il Bordetella pertussis.

Due neonate sono morte a causa della pertosse in a Bergamo. Prima di puntare il dito contro coloro che a suo tempo non erano state vaccinate e riaprire un già estenuante dibattito, è meglio rivolgersi al medico in quanto, secondo gli esperti, non sempre è sufficiente per proteggerci a vita, noi e i nostri bimbi. Fino agli anni 90 contro la pertosse abbiamo usato un vaccino estremamente efficace che era però gravato di alcuni effetti collaterali rari, ma non trascurabili. Possiamo però proteggerli ugualmente: "prima di tutto dobbiamo vaccinare la madre in gravidanza, affinché abbia anticorpi da trasmettere". Dopo quel momento siamo passati ad un vaccino detto 'acellulare' che e' sicurissimo, ma meno potente. "Il vaccino acellulare è efficace in quasi il 90% dei vaccinati, ma l'immunità tende a svanire con il tempo".

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Ma secondo i portali El siglo ed Efecto Cocuyo le vittime sul terreno sono almeno cinque. A dare la notizia della morte dell'italiano la stampa venezuelana.

"A causa di questa minore efficacia del nuovo vaccino e delle mancate vaccinazioni - prosegue il medico - i casi di pertosse stanno aumentando". Siccome poi, precisa Burioni, "l'immunità contro questa infezione è sempre molto debole, le madri non riescono a trasmettere ai loro figli una quantità adeguata di anticorpi durante la gravidanza: alla nascita i neonati saranno quindi estremamente vulnerabili". Ora si corre ai ripariProprio nella Bergamasca la prossima settimana - ha spiegato l'assessore Gallera - partirà una campagna di sensibilizzazione presso consultori e ospedali, che coinvolgerà le donne nel terzo mese di gravidanza per promuovere la vaccinazione antidifterite tetano, pertosse, che è quella che comprende l'antipertossica.

"Infine - sottolinea Burioni - è opportuno che i fratelli, i parenti, il padre si sottopongano ad un richiamo del vaccino, in modo da rendere impossibile che il batterio della pertosse, dopo averli infettati, arrivi nella gola del neonato".

Naturalmente questa zona di sicurezza è vanificata se il bimbo frequenta un asilo nido dove gli altri bimbi non sono vaccinati.

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