Mamme non vaccinate: due neonate muoiono di pertosse in ospedale

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È morta per choc settico cinque giorni dopo il ricovero. "Proprio nella bergamasca - aggiunge - la prossima settimana partirà una campagna di sensibilizzazione presso consultori e ospedali che coinvolgerà le donne nel terzo mese di gravidanza per promuovere la vaccinazione antidifterite tetano, pertosse, che è quella che comprende l'antipertossica". Un mese dopo, le due piccole, una di madre italiana residente nella zona di treviglio (Bergamo) e l'altra di madre romena residente nel Cremasco, sono morte, per la stessa patologia: la pertosse. La prima, residente in provincia di Bergamo, è stata trasferita dall'ospedale di Alzano Lombardo il 16 giugno ed è morta il 23 giugno; la seconda, residente in provincia di Crema, era ricoverata all'ospedale di Treviglio, è giunta al Papa Giovanni il 27 luglio ed è deceduta il 30 luglio. Fino agli anni 90 - spiega su Facebook Buroni "contro la pertosse abbiamo usato un vaccino estremamente efficace che era però gravato di alcuni effetti collaterali rari, ma non trascurabili".

I piccoli infatti possono avere complicazioni a carico del sistema nervoso con possibili danni permanenti a causa della scarsa ossigenazione del sangue per la tosse.

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La pertosse è una delle cause più frequenti di necesso nel primo anno di vita dei neonati. Continua Burioni: "Il vaccino acellulare (attualmente contenuto nell'esavalente) è efficace in quasi il 90% dei vaccinati, ma l'immunità tende a svanire con il tempo; quando questo accade si è comunque protetti dalla malattia in forma grave, ma si può ospitare il microrganismo nella propria gola ed essere una fonte di infezione per gli altri".

Bergamo, due neonate morte di pertosse: le madri non erano vaccinate. Il guaio e' notevole in quanto la pertosse e' pericolosissima per i bambini molto piccoli; inoltre, siccome l'immunita' contro questa infezione e' sempre molto debole, le madri non riescono a trasmettere ai loro figli una quantita' adeguata di anticorpi durante la gravidanza: "alla nascita i neonati saranno quindi estremamente vulnerabili". Possiamo però proteggerli ugualmente: prima di tutto dobbiamo vaccinare la madre in gravidanza, affinché abbia anticorpi da trasmettere; poi dobbiamo vaccinare i bambini tempestivamente e senza ritardi, in modo che quanto prima possano difendersi da soli da questa minaccia. Dopo quel momento siamo passati ad un vaccino detto "acellulare" che è sicurissimo, ma meno potente. "Per questo e' molto importante che tutti vengano vaccinati, in modo da non consentire la circolazione di questo pericoloso batterio".

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