Il salto di Roglic al Tour

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Domani la corsa vivrà l'ultima tappa che può sconvolgere la classifica: 31km a cronometro da Saint-Pee-sur-Nivelle a Espelette, una prova contro il tempo non convenzionale. Solo fughe per la vittoria, discese a tutta e risalite.

"L'unico cambiamento nelle prime posizioni rispetto alla tappa di venerdì è stato quindi il controsorpasso al terzo posto di Froome sullo sloveno Primoz Roglic, che a cronometro ha pagato un dazio pesante, incassando 1'12" da Dumoulin. La maglia gialla Geraint Thomas non ha mollato un centimetro a nessuno e quando Roglic si è mosso, portando dietro Dumoulin e lasciando sul posto uno spento Froome, il leader della classifica si è francobollato dietro ai due rivali. Immancabile la fuga, con sei uomini all'attacco: "Dillier (AG2R), Phinney (Education First), Schar (BMC), Gaudin (Direct Energie), Politt (Katusha) e van Keirsbulck (Wanty) che hanno guadagnato circa 40". I due ancora non hanno figli ma sicuramente saranno in programma nei prossimi anni.

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Un banalissimo errore a Hockenheim gli e' costato la vittoria del Gp e la testa della classifica mondiale. Era scattato in salita, era riuscito pure a prendere un centinaio di metri, ma non era riuscito a conquistare quel vuoto che avrebbe voluto, quello che mette nelle gambe quelle scariche di adrenalina che combattono la fatica. Maglia a pois per Julien Alaphilippe, a Pierre Latour invece la maglia bianca di miglior giovane. Non era questo il mio obiettivo. Quando arriva il responso, Tom si scusa quasi col suo avversario che gli sorride e lo abbraccia. Anche i protagonisti e i favoriti saranno gli stessi.

I Pirenei, quelli più conosciuti, quelli più cattivi, non tanto per pendenze quanto per altitudine, quelli più vecchi, almeno per pedigree, sono una canzone a tonalità altissima, che suona per duecento chilometri tra cime e valli, tra cielo e terra: "No, non posso più chiederti tempo per cambiar perché sarebbe inutile sarebbe solo per pietà ed io non voglio più pretendere le cose che non merito da te". Ho fatto la mia corsa con il mio passo, senza spingere troppo e prendendola anche con comodo. La sua maglia gialla, anche per il lavoro della squadra, non è mai stata in dubbio. Ma assolutamente meritato per la capacità del britannico di resistere agli attacchi e di mantenere la lucidità necessaria nei momento decisivi, tutti superati brillantemente anche grazie all'assenza di imprevisti: lo scorso anno una caduta lungo la tappa sull'Etna gli costarono le chance di podio al Giro d'Italia.

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