Bimba muore punta da una medusa, ecco cosa fare se succede

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Morire a 7 anni, mentre si cercano conchiglie, dopo essere entrata a contatto con una medusa killer: questo il tragico e assurdo destino di Gaia Trimarchi, bambina romana deceduta mentre si trovava in vacanza nelle Filippine con la mamma, gli zii, il cugino e l'allenatore di nuoto sull'isola di Sabitang Laya. Inutile e' stata la corsa verso l' ospedale, con la mamma Manette disperata che ha raccontato ai media locali quei drammatici momenti: "l'ho sentita urlare di dolore, le ho guardato le mani, i piedi e la punta delle dita che diventavano immediatamente viola". Purtroppo ci è voluto molto tempo prima di raggiungere l'isola più grande dell'arcipelago: 40 minuti per avvicinarsi all'ospedale più vicino. Stando a quanto riportato dall'edizione filippina della Cnn, alla bimba come antidoto è stata immediatamente applicata della benzina sulla gamba. "Qui è stata dichiarata la morte a causa di quella che è stata definita una grave reazione allergica". La cosa più importante da non fare è frizionare la pelle che è entrata in contatto con i suoi tentacoli, perché potrebbe provocare una diffusione del veleno nell'organismo. Nei mari tropicali vivono molte meduse dalla elevatissima tossicità, ma quella è fra le più letali. A uccidere Gaia è stato uno choc anafilattico. La cubomedusa è piccola e trasparente, e ha quattro lunghi tentacoli. Il nome tecnico è Carybdea marsupialis e fa parte del gruppo dei cubozoi il medesimo delle vespe di mare.

Per fortuna, però, "queste specie pericolosissime fino ad ora non sono state segnalate nei nostri mari". "Nessuno ci aveva avvertito del pericolo", denuncia la mamma. L'esemplare di medusa che ha colpito Gaia è uno tra i più velenosi: la sua pericolosità è dovuta alle migliaia di cellule velenifere che si trovano appunto lungo i tentacoli.

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Fa parte del gioco, anche se siamo lontani di calciomercato si parlerà finche non chiude - spiega Gattuso -. Mi aspetto che la squadra dia continuita' rispetto alla sfida contro lo United.

Le meduse, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", rilasciano sostanze urticanti che provocano una reazione infiammatoria acuta caratterizzata da eritema, gonfiore, vescicole e bolle, accompagnata da bruciore e sensazione di dolore.

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