Nave italiana ha soccorso e riportato in Libia 108 migranti

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Una nave italiana ha riportato in Libia 108 migranti che erano stati soccorsi mentre si trovavano su un gommone nel Mediterraneo.

Sono tre le ragioni principali per cui questo non può avvenire. In effetti, nessuno dei migranti accompagnati a Tripoli ha avuto la possibilità di chiedere asilo, come previsto dalla legge. I migranti sono quindi stati riportati in Libia.

Perché si è violato il diritto internazionale? .

"Le attività di soccorso si sono svolte sotto il coordinamento della Guardia Costiera libica che ha gestito l'intera operazione", dichiarano a TPI dalla Guardia Costiera Italiana. Il respingimento in realtà aumenta il traffico di esseri umani, si tratta di operazioni perfettamente in linea con gli interessi dei trafficanti. Migranti in Italia, i dati e il confronto con l'Europa.

"E' stato un respingimento collettivo" ha concluso. Abbiamo denunciato un caso di palese violazione delle norme internazionali da parte di una nave mercantile italiana, Asso 28. Da Roma arriva il chiarimento: "Non c'è alcun giallo sulla vicenda".

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La "Asso 28" è un imbarcazione utilizzata in supporto ad una piattaforma gestita dall'Eni e dalla compagnia petrolifera di Stato della Libia (il cui acronimo è Noc). Non è un caso se Salvini nelle ultime settimane ha chiesto più volte, ma invano, di riconoscere la Libia come porto sicuro.

Ad essere responsabile è sempre l'Mrcc, secondo la Convenzione Sar.

Il fatto che la Libia non sia un porto sicuro non viene però riconosciuto dal governo pentaleghista italiano e in particolare dal ministro dell'Interno Matteo Salvini che, con il solito tweet, ha parlato in termini trionfalistici del "salvataggio" di numerosi migranti riportati in Libia.

Il mese di luglio si è chiuso, nelle acque del Mediterraneo, con un episodio che potrebbe segnare una nuova fase nelle politiche di gestione dei flussi migratori lungo la rotta che collega Libia e Italia e che dall'inizio del 2018 ha visto morire in mare oltre 1.100 persone a fronte di una netta riduzione degli sbarchi sulle coste italiane. Prima di tutto è da capire la legittimità della creazione di una zona di ricerca e soccorso libica. Voglio anche ricordare che 4 giornalisti, due di France Presse e due della Reuters sono stati arrestati nella stessa serata dell'arrivo dell'Asso 28 nel porto di Abu Sittah, porto militare di Tripoli, dove peraltro era presente anche una nave della nostra marina militare che assiste le motovedette libiche.

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