Marchionne. Dagospia: Altavilla era "italiano e troppo indipendente" per John Elkann

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Nei giorni scorsi è giunta come un fulmine a ciel sereno la notizia delle dimissioni di Sergio Marchionne da a.d. di Fca per questioni legate ad un non ben specificato problema di salute.

Come possiamo vedere dallo screenshot di cui sopra, scrivendo "Marchionne" sulla barra di ricerca Google, risulta che è morto in data odierna a Maranello.

Marchionne intanto è ancora in terapia intensiva in condizioni irreversibili all'ospedale universitario di Zurigo.

L'aspetto umano è sicuramente il tratto dominante e quello su cui ci si sofferma di più ma, con questo passaggio di consegna, si conclude non solo il mandato del manager ma si chiuder definitivamente un'era.

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Tre ospedali della capitale sono in stato di allerta e si sono attrezzati per ricevere le persone coinvolte nei roghi . Tanta gente è fuggita di casa e si è gettata in mare per sfuggire alle fiamme e, ci hanno detto, sono morte affogate.

L'era Marchionne si chiude con un guadagno in Borsa che ha sfiorato in alcuni momenti il 1.000%.

Quando Google ha sbagliato il nome del presidente USA, ciò potrebbe essere stato causato dal fatto che Ryan avesse annunciato la sua candidatura contro il tycoon alle prossime elezioni, e i big data di Big G hanno assorbito le informazioni trasmettendo l'input sbagliato all'algoritmo che gestisce le ricerche. Nel 2004 ha avuto l'incarico di occuparsi di tutte le collaborazioni del gruppo, con nomina a presidente della società scaturita dalla joint venture Fiat-GM Powertrain JV, nonché vice presidente con responsabilità dello sviluppo prodotto del gruppo FCA. Quest'ultimo ha rilasciato infatti una lettera ai dipendenti dicendo che "Sergio non tornerà più". Poi già nel corso delle prime contrattazioni un parziale recupero.

"La scelta di puntare a Mike Manley come nuovo ad della Fca garantisce la perfetta continuità nella gestione del piano industriale presentato il primo giugno". Perso Sergio Marchionne, colpito da un male che in poche settimane ha piegato il suo straordinario vigore, l'azienda automobilistica controllata da Exor è costretta a rinunciare ad un secondo tassello importante, un altro italiano, Alfredo Altavilla.

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