C'è un lago salato su Marte

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C'è un grande lago di acqua liquida e salata a un chilometro e mezzo sotto i ghiacci del Polo Sud di Marte: lo ha scoperto un gruppo di ricercatori italiani grazie al radar Marsis a bordo della sonda Mars Express.

Acqua su Marte: lago salato trovato, la vita è possibile. Crediti: USGS Astrogeology Science Center, Arizona State University, Esa, Inaf. Acqua, sali, rocce e protezione dalla radiazione cosmica sono ingredienti che potrebbero far pensare anche ad una nicchia biologica. Di cosa si tratta? Pubblicata su Science, la scoperta è stata presentata da Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), università Roma Tre, Sapienza e Gabriele d'Annunzio (Pescara), Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). "Sappiamo che in Antartide, sotto i ghiacci sul lago Vostok, sono stati scoperti batteri a basso metabolismo, organismi estremofili, capaci di adattarsi alle condizioni più incredibili".

Il lago sotterraneo di forma triangolare ha tutti i requisiti per ospitare la vita. I ricercatori sono convinti che potrebbero esserci altre zone con condizioni favorevoli alla presenza di acqua in profondità su Marte e ora, messo a punto il metodo di analisi, potranno continuare a investigare. Le successive missioni hanno confermato sempre più tale presenza.

C'è un lago salato su Marte

"Il grande dilemma era quindi quello di stabilire dove fosse finita tutta quell'acqua", dice Orosei, primo autore dell'articolo.

Un'altra significativa porzione di acqua, continua Roberto Orosei, "è depositata sotto forma di ghiaccio nelle calotte, soprattutto quella nord, e negli strati prossimi alla superficie o è legata al terreno nel permafrost. Ma una parte doveva essere rimasta intrappolata nelle profondità". Anzi, sotto Marte: nel sottosuolo. Come il radar Marsis, ideato da Giovanni Picardi dell'università Sapienza di Roma e costruito dalla Thales Alenia Space (Thales-Leonardo), sono italiani tutti gli autori della ricerca. L'Asi lo consegnò all'Agenzia Spaziale Europea per installarlo sul satellite che venne poi lanciato il 2 giugno 2003. "Era uno strumento di concezione innovativa, completamente diverso dall'unico lontano precursore volato un quarto di secolo prima sull'ultima missione Apollo, estremamente promettente di cui si doveva non solo sviluppare l'elettronica, ma anche il modo di elaborarne i dati". "I risultati di Marsis - afferma ancora il numero uno di Asi - confermano l'eccellenza dei nostri scienziati e della nostra tecnologia e sono un'ulteriore riprova dell'importanza della missione Esa a leadership italiana ExoMars, che nel 2020 arriverà sul Pianeta Rosso alla ricerca di tracce di vita". "La scoperta premia l'impegno dei nostri ricercatori impegnati da decenni su Marte assieme alla Nasa e all'Esa - nota Roberto Battiston, presidente dell'Asi -". Parlando a margine della conferenza stampa all'Asi, Orosei spiega che "questo corrisponde ad una quantità di acqua di diverse centinaia di milioni di metri cubi". La linea bianca più a sinistra è l'eco del radar di superficie, mentre le macchie blu chiaro lungo l'eco radar basale evidenziano aree di riflettività molto alta, interpretate come dovute alla presenza di acqua.

Scoperta clamorosa su Marte. La scoperta è avvenuta ad opera del radar italiano Marsis, della sonda Mars Express. "'Accidenti questa è proprio acqua!' abbiamo urlato", riferisce Pettinelli.

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