Di Maio contro l'Inps. E Salvini avverte Boeri

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"Certamente, però, bisogna capire da dove provenga quella 'manina' che, si ribadisce, non va ricercata nell'ambito del Mef". Il ministro Tria, sollevata la sua amministrazione dai dubbi, mette a fuoco definendo "le stime di fonte Inps sugli effetti delle disposizioni relative ai contratti di lavoro contenute nel decreto prive di basi scientifiche e in quanto tali discutibili", come si legge nella nota.

"Le dichiarazioni dei ministri rivolgono un attacco senza precedenti alla credibilità di due istituzioni nevralgiche per la tenuta dei conti pubblici nel nostro Paese, e in grado di fornire supporto informativo alle scelte del Parlamento e all'opinione pubblica", ha scritto in una nota Boeri. "I dati non si fanno intimidire", la replica di Boeri che ha parlato di "nagazionismo economico".

"In un mondo normale se non sei d'accordo con niente delle linee politiche, economiche e culturali di un governo e tu rappresenti politicamente, perché il presidente dell'Inps fa politica, un altro modo di vedere il futuro, ti dimetti".

Scontro tra il presidente dll'Inps e il governo.

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Si discute ancora sul decreto Dignità (COSA PREVEDE). Non è la prima volta che Boeri finisce sulla lista nera del governo, dopo i ripetuti scontri con Salvini e la Lega per le sue posizioni sui migranti. Boeri ha subito difeso l'operato dei suoi tecnici, accusando l'esecutivo di fare "negazionismo economico" e ha difeso l'attendibilità delle previsioni, visto che anche la Ragioneria Generale dello Stato le ha avallate, senza contestarle.

Il comunicato congiunto "ricompone" quella che sembrava un'iniziale frattura tra Di Maio e Tria riguardo alla relazione tecnica che attestava la possibile perdita di 8mila posti di lavoro all'anno con l'introduzione del decreto dignità. E' difficile stabilire l'entità di questo impatto, ma il suo segno negativo è fuori discussione. "Se mi vogliono cacciare, mi caccino". In un'intervista al Giornale ha definito il dl Dignità un "provvedimento contro le imprese, contro i giovani, contro i lavoratori: un decreto che rischia di far scappare gli investitori stranieri". "E' importante sottolineare come il decreto dignità sembri essere nato dalla volontà di cancellare, e in fretta, almeno una parte del Jobs Act, per sventolarne lo scalpo presso l'elettorato: e parallelamente di scaricare prima sulla Ragioneria Generale e poi sull'Inps il dato sulla verosimile contrazione dell'occupazione, mentre non è affatto stravagante ritenere che una minore flessibilità porti a una riduzione (peraltro limitata nelle stime) dei posti di lavoro".

A schierarsi apertamente al fianco di Boeri è Repubblica, che con Massimo Giannini incensa il lavoro fatto dal presidente dell'Inps il cui unico 'neo' è quello di "impattare sui temi-chiave della propaganda leghista". "Il presidente dell'Inps continua a dire che la legge Fornero non si tocca, che gli immigrati ci servono perché ci pagano le pensioni, che questo decreto crea disoccupazione", dice Matteo Salvini, interpellato sul decreto dignità a Mosca. Toni ben diversi da quelli dell'altro vicepremier, Matteo Salvini, che sin da subito aveva auspicato la rimozione di Boeri. "Non possiamo rimuoverlo ora, - chiarisce dal palco di Matera - quando scadrà l'incarico (a febbraio 2019, ndr) terremo conto che è un presidente dell'Inps che non è minimamente in linea con le idee del governo".

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