Trump oggi si incontra con Putin ad Helsinki

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"I nostri rapporti con la Russia non sono mai stati peggiori, grazie a tanti anni di follia e stupidità e ora questa caccia alle streghe truccata", ha twittato Trump, riferendosi alle indagini sul Russiagate. "Possiamo permettere ai rappresentati degli Usa di interrogarli in Russia, ma loro dovrebbero ricambiare lasciandoci interrogare gli agenti che noi riteniamo essere coinvolti in attività illegali in territorio russo", ha proseguito Putin.

"Credo sia un buon inizio, un inizio molto buono": ha detto il presidente degli Stati Uniti dopo il faccia a faccia di oltre due ore. Il Wall Street Journal scrive che Trump "ha messo in discussione la conclusione dell'intelligence statunitense secondo cui Mosca si è immischiata nelle elezioni del 2016", definendolo "un sorprendente allineamento con un avversario". In effetti, in quasi tutti i dossier globali, le due super-potenze in questo momento sono in rotta di collisione.

La destabilizzazione del nord Africa e del vicino Oriente per un verso, e dell'Ucraina dall'altro, voluta dal Segretario di Stato, Hillary Clinton, per ridurre le aree in cui l'Unione europea avrebbe potuto estendere la sua area di influenza dopo la crisi americana del 2008, sono state un banco di prova insuperabile per gli Usa.

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E' stato lo stesso presidente della società a comunicarlo attorno a mezzanotte con una lettera pubblicata anche sul sito del club.

Non si è parlato della politica avventurista del presidente Putin che s'è annesso la Crimea, che però sarebbe uno dei motivi che ha portato così in basso le relazioni con Mosca. Accusa che Putin respinge con sdegno al mittente e che Trump continua a far finta che non esista.

"Andare d'accordo con la Russia è una buona cosa, non una cosa cattiva" ha detto Trump, durante il saluto ufficiale con l'omologo russo. Putin, tuttavia, ha assicurato che "la Russia può collaborare con una potenza energetica come gli Usa per regolarizzare il mercato dell'energia, nessuno ha interesse che ci sia un dumping dell'energia". Sarà il giorno che forse verrà ricordato come l'inizio della capitolazione della più formidabile democrazia del modo che si arrende ad un paese avversario guidato da un regime autoritario e dispotico. Quest'ultima frase ha introdotto un siparietto. Si pone fine al duplice eccezionalismo americano, che nacque con la dissoluzione dell'Urss, fino ad allora l'altra superpotenza.

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