Berlusconi, il Dl dignità è contro le aziende

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Silvio Berlusconi demolisce il decreto dignità che in una lettera a "Il Corriere della Sera" definisce "un male per le imprese, i lavoratori e l' occupazione", degno della "peggiore sinistra dirigista". Forse perché abbiamo tutelato gli interessi delle fasce più deboli e non quelli delle lobby del gioco d'azzardo tanto care alle sue TV. Un errore clamoroso, perché in questo modo non si riduce la flessibilità, si riducono i posti di lavoro, e si scoraggiano i contratti regolari a vantaggio del lavoro nero.

"Berlusconi mi meraviglia che non riconosca i lavori umili come lavori".

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"Le è mai successo che le dicessero prendi le tue cose e vai via?", lo ha sollecitato il conduttore Luca Telese: "Ti capita, quando per esempio fai il cameriere e a un certo ti dicono guarda non mi servi più". Un milione di contratti che stanno per essere rinnovati ora sono a rischio e per quasi la metà si tratta di giovani. Il "decreto dignità" colpisce i primi e finirà con l'aumentare i secondi. Gli imprenditori sono visti come pericoli pubblici da sorvegliare e punire, invece che come creatori di opportunità e ricchezza, e io so di interpretare il grido di rabbia e di dolore di tante imprese, di fronte a norme che non serviranno a creare più lavoro stabile, che non si è mai visto creare per decreto, ma saranno invece un incentivo al lavoro nero e alla fuga verso l'estero, nei paesi dove il mercato del lavoro è più libero e dove non per caso la disoccupazione è un terzo di quella italiana. A dire della capogruppo alla Camera di Fi le innovazioni annunciate dal governo "sono state già applicate in passato dalla sinistra e hanno avuto l'effetto di trasformare i precari in disoccupati, di rendere più complicata la vita agli imprenditori, aumentando il contenzioso". Credo che il parlamento debba avere la possibilità di discuterlo e di migliorarlo.

Il numero uno di Forza Italia ha poi evidenziato che le proposte contenute nel Dl dignità "scontentano tutte le categorie produttive, chi lavora e chi crea lavoro", sottolineando i danni recati a piccole-medie imprese, "questo decreto sembra fatto contro di loro".

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