Savona avverte il Governo: "Dobbiamo prepararci ad uscire dall’Euro"

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Questo il senso delle parole dette oggi dal ministro cagliaritano Paolo Savona in audizione alle commissioni di Camera e Senato che si occupano di politiche Ue.

Il ministro Savona, l'economista che era stato indicato dalla Lega e dai Cinque Stelle al dicastero di via XX Settembre ma che aveva ricevuto un secco rifiuto da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha poi fatto notare che lo spread, nonostante le rassicurazioni, non scende e c'è il motivo. Inoltre è necessario affidargli anche pieni compiti sul cambio. E ancora: "Bisogna essere pronti non ad affrontare solo la normalità, ma il famoso cigno nero, perché quando ti trovi di fronte a uno choc straordinario devi essere pronto".

Per Savona 'occorre, inoltre, attribuire alla Banca Centrale Europea uno Statuto simile a quello delle principali banche centrali del mondo, dove gli obiettivi di stabilita' e di crescita si integrino, e gli strumenti siano i piu' ampi possibili suggeriti dalla dottrina e sperimentati in pratica; e possano essere esercitati in piena autonomia'.Poi un accennano al Piano B di uscita dall'euro: "Mi dicono: 'tu vuoi uscire dall'euro?' Badate che noi potremmo ritrovarci nella situazione in cui sono altri a decidere. Io ero stato delegittimato dai media e non mi sono mosso fino a questo momento per questi precisi motivi".

"Se alla Bce non vengono affidati compiti pieni sul cambio, ogni azione esterna all'Eurozona che tocchi il dollaro Usa (ma anche, sia pure in minore misura, altre importanti valute) si riflette sull'euro, senza che l'Ue abbia gli strumenti per condurre un'azione diretta di contrasto". "L'assenza di pieni poteri della Bce sul cambio causa influenze su crescita dei paesi Ue da vicende che accadono fuori dall'Ue".

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L'ideale per l'Europa? Muovere verso l'unione politica e creare urgentemente una scuola di istruzione comune europea.

La soluzione "di politica economica individuata dal governo è questa: rilanciare gli investimenti per la crescita" e quindi aumentare il Pil senza che "Parlamento e governo mostrino fretta sul lato della spesa corrente". Lo ha fatto ricorrendo ad una metafora quella del "Cigno nero", termine con cui in finanza si definiscono eventi macroscopici che hanno avuto effetti rilevanti sulle economie.

Prima di diventare ministro Savona ha scritto un saggio in cui sostiene che l'Italia deve essere preparata ad abbandonare l'euro. "Lo spread - ha aggiunto Savona - resta elevato perché gli operatori attendono di conoscere come il governo intende realizzare i provvedimenti promessi all'elettorato, soprattutto reddito di cittadinanza, flat tax e revisione della legge Fornero".

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