Salvini chiude i porti italiani alle navi militari europee

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Il ministero della Difesa - guidato da Elisabetta Trenta, indicata dal Movimento 5 Stelle - gli ha risposto con una nota in cui ricorda che le missioni militari non sono di competenza del ministero dell'Interno, e che in ogni caso è una questione seria che va "coordinata" a livello governativo "altrimenti l'Italia non ottiene nulla oltre qualche titolo sui giornali".

Il vicepremier, nella giornata di domenica, ha detto che avrebbe portato giovedì, "al tavolo europeo di Innsbruck, la richiesta italiana di bloccare l'arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali attualmente presenti nel Mediterraneo".

Sulla gestione dei migranti e la tutela delle frontiere esterne della Ue, Salvini ha già tessuto la sua tela.

"Abbiamo accolto a Messina 106 migranti salvati dalla nave Eunavformed. Quello migratorio non può più essere solo un problema italiano, sennò rischia la Ue", ha twittato il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.

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Lo dovrebbe fare Luis Enrique , ufficializzato poco dopo l'ora di pranzo dalla Federazione, insieme all'ex portiere Molina, nuovo dirigente.

Nel giro di poche ore è arrivata una precisazione dal ministero della Difesa, che ha spiegato che l'operazione Sophia "è una missione europea ai livelli Esteri e Difesa, non Interni", che "quel che vanno cambiate sono le regole di ingaggio", e va fatto "nelle sedi competenti, non a Innsbruck...".

Il ministro mercoledì sera vedrà vedrò il collega tedesco Horst Seehofer e, prima del summit, ci sarà un incontro a tre Italia, Germania e Austria. Se, come Salvini ha annunciato domenica, tra gli argomenti trattati introdurrà anche quello delle missioni militari nel Mediterraneo, in Italia lo aspetteranno probabilmente nuovi scontri interni al governo. "Dunque, un ruolo di prestigio che adesso potrebbe essere perso, se davvero il governo guidato dal presidente Giuseppe Conte deciderà di chiamarsi fuori come è stato annunciato dal titolare del Viminale Matteo Salvini". Nel corso degli anni 26 paesi dell'Unione hanno inviato navi o altro materiale: tutti tranne Danimarca e Slovacchia.

Nonostante i rimpatri della Guardia costiera libica, i porti italiani "chiusi", le ong ridotte all'impotenza, dalla Libia i migranti continuano a partire, soprattutto nei fine settimana. Per questa ragione, spesso, le navi dell'operazione Sophia tornano nei porti italiani con decine di migranti a bordo, come è avvenuto domenica. La missione di soccorso (della durata di 16 ore) è stata condotta da un nave irlandese impegnata nell'operazione Eunavformed in acque maltesi e senza alcun coordinamento italiano.

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