La guerra commerciale è ufficialmente iniziata

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Le contromisure di Pechino, del valore di 34 miliardi di dollari, riguardano numerosi prodotti come soia, carne, whiskey e altri alcolici e auto. Oggi sulla questione è arrivata anche la posizione della cancelliera tedesca Angela Merkel, che si è detta 'prontà ad avviare un negoziato per una riduzione generalizzata delle tasse sulle automobili con l'obiettivo di smontare la guerra commerciale tra l'Unione europea e gli Stati Uniti.

Ci sono oltre ottocento prodotti di importazioni cinese da parte degli Stati Uniti, che colpiscono merci per un valore complessivo di 34 miliardi di dollari, a cui la Cina aveva promesso una risposta di pari portata. Gli osservatori si aspettano che saranno proprio gli agricoltori, che avevano sostenuto a gran voce Donald Trump nelle elezioni del 2016, ad essere maggiormente danneggiati dalla reazione di Pechino, che ha preso di mira molti prodotti agricoli. Intanto alcuni Paesi Ue hanno dato il via libera alle misure per limitare l'effetto dei dazi sull'alluminio (Repubblica).

Nelle ultime settimane Pechino ha provato a presentarsi come alfiere del libero mercato globalizzato: dal primo libro bianco Cina-Wto, alla rimozione o riduzione dei dazi su un'ampia lista di beni importati da Corea del Sud, India, Laos, Bangladesh e Sri Lanka nell'ambito dell'adesione all'Asia-Pacific Trade Agreement del 2001. La Cina, di conseguenza, ha promesso di vendicarsi con la stessa moneta: 25% di dazi sui prodotti statunitensi per un valore di 34 miliardi di dollari all'anno, compresi soia, frutti di mare e petrolio. Di fatto, la China Central Bank ha appena annunciato un nuovo Requirement Ratio (RRR) ridotto di 50 punti base, che rilascerà più di $ 100 miliardi di liquidità all'economia reale. Il portavoce del Ministero del Commercio cinese ha spiegato che "I maggiori oneri dei dazi saranno caricati su tutte le aziende, americane e cinesi incluse".

La crisi sta diventando globale, perché nel frattempo Trump ha imposto dazi anche contro i tradizionali alleati europei.

Vaticano - La nomina del nuovo prefetto del Dicastero della Comunicazione
La forza di una rete che per la prima volta nella sua storia divenne seconda e non più terza negli ascolti. Il nuovo Prefetto per la Comunicazione in Vaticano Paolo Ruffini è nato a Palermo il 4 ottobre 1956.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano.

Il ministro degli Esteri, Wang Yi, ha definito "un comportamento miope" la mossa degli Stati che "va contro le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio e il sistema multilaterale del commercio".

Ma Trump non è entrato in guerra solo con la Cina.

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